Formula 1, tutto quello che c'è da sapere sul GP Sakhir in Bahrain

Formula 1

Cristiano Sponton

La Formula 1 resta in Bahrain per il secondo round consecutivo a Sakhir, dove però si correrà su un tracciato dal layout totalmente diverso, simile a un 'ovale': serviranno pacchetti aerodinamici perfetti e grande potenza dalla Power Unit per essere competitivi. Il GP di Sakhir in diretta su Sky Sport F1

RUSSELL AL POSTO DI HAMILTON IN MERCEDES

Il penultimo Gran Premio stagionale si disputerà ancora in Bahrain ma su un layout

completamente diverso rispetto a quello della settimana scorsa. La pista, molto simile ad un “ovale”, è lunga solamente 3,543 km ed è composta da 11 curve. I piloti lasceranno il circuito tradizionale dopo la staccata di curva-4 (che diventerà un po’ meno severa) saltando dunque tutto il misto centrale per poi raccordarsi sul contro-rettilineo del terzo settore. Una pista dunque velocissima che, pur senza banking e in senso di marcia inverso, sarà un modo per la F1 di strizzare l’occhio agli speedway dell’americana Indycar. Essendo il tracciato molto corto i piloti in gara dovranno affrontare ben 87 giri e anche questo diventerà un nuovo record visto che prima del

2020 la gara con più giri è sempre stata Montecarlo che, come sappiamo, viene corsa con un chilometraggio ridotto rispetto agli altri Gp. Per i team i dati raccolti nella settimana scorsa non saranno di grande utilità visto che l’assetto aerodinamico e meccanico che verrà utilizzato sarà completamente diverso.

 

Rivedremo sulle vetture i pacchetti aerodinamici da basso carico utilizzati a Monza. Sarà fondamentale l’efficienza aerodinamica in quanto più una vettura riuscirà a generare carico deportante dal corpo vettura e più potrà scaricare le proprie ali per avere velocità massime più elevate. Su questa conformazione di pista l’ala mobile sarà poco efficace visto le ali molto scariche che verranno utilizzate dai team. La potenza della Power Unit e aerodinamica, saranno le armi fondamentali per essere competitivi su questo tracciato. Proprio per questo i motori saranno molto stressati perché gireranno per diversi secondi al massimo della potenza. Sarà molto importante avere delle unità elettriche molto efficienti per non stressare ulteriormente la parte endotermica. A livello elettrico si riuscirà a recuperare gran parte dell’energia grazie a MGU-H mentre MGU-K ricoprirà un ruolo secondario in quanto non ci sono grandissime frenate.

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Quello di Sakhir è un circuito a media severità che enfatizza trazione e frenata anziché i carichi laterali. Rispetto alla conformazione classica è meno severo sugli pneumatici rispetto a quello tradizionale. La casa milanese per questo appuntamento porterà in pista le mescole P Zero White hard C2, P Zero Yellow medium C3 e P Zero Red soft C4.

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