Formula 1. Perez, Leclerc, Russell: le tre diverse facce del GP Sakhir

l'analisi

Cristiano Sponton

Dopo il primo giro a Sakhir nessuno avrebbe pensato di vedere Perez in lotta per il podio. Invece è riuscito addirittura a vincere. Leclerc ha distrutto la gara con una staccata in curva 4 molto azzardata: non è la prima volta che pecca di troppa aggressività al via, deve imparare da questi errori per evitarli in futuro. Russell, scattato dal lato sporco, si è preso la prima posizione e non l’ha più lasciata fino al pit stop disastroso: è stato più veloce di Bottas per 57 volte

GP SAKHIR, GLI HIGHLIGHTS DELLA GARA

Il GP di Sakhir ci ha regalato una gara spettacolare, che ha fatto capire a tutti che Perez è un pilota molto veloce e solido che merita, finalmente, un sedile di un top team e che George Russell deve arrivare in Mercedes il prima possibile perché ci ha fatto vedere quanto sia veloce. Il pilota britannico ha letteralmente surclassato Bottas e avrebbe senza dubbio meritato di vincere la corsa. Gli episodi lo hanno tradito e hanno premiato Checco Perez, che è riuscito a regalare il primo successo della storia alla Racing Point. La futura Aston Martin, grazie anche al terzo posto di Stroll, si è ripresa il terzo posto in classifica costruttori superando la McLaren. Da segnalare anche il secondo posto della Renault, con Ocon che per la prima volta in carriera è salito sul podio. Il pilota francese, a fine gara, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe e le sue parole sono chiaramente indirizzate a Toto Wolff, visto che non ha creduto in lui dandogli il volante della Mercedes in questo 2020: "Sinceramente non ho parole, ho pianto tanto una volta superato il traguardo e sono molto emozionato. È stata una stagione difficile per noi e non sempre il lavoro ha pagato, ma abbiamo continuato ad impegnarci a fondo con grande motivazione. Questo risultato è veramente importante, perché quando la gente non crede più in te, allora devi credere da solo in te stesso. E oggi ho dimostrato che il mio duro lavoro ha pagato".

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Mercedes, che pasticcio al pit stop! VIDEO

Prima di parlare dei fatti che hanno “distrutto” la corsa dei due piloti Mercedes è giusto segnalare la prestazione molto positiva che ha offerto Russell, chiamato in extremis a sostituire il campione del mondo Lewis Hamilton. Russell, fin dalle prove libere, si è trovato subito a suo agio con la W11, cosa che ha confermato anche in qualifica, classificandosi in seconda posizione a pochi millesimi da Bottas. Il pilota finlandese, specialmente in qualifica, è un pilota molto solido che in questi anni è riuscito a stare davanti ad Hamilton in qualche occasione. Il problema del finlandese è senza dubbio la gara dove, salvo rare occasioni, è sempre stato “distrutto” da Hamilton. Cosa che è successa anche ieri, con il suo giovane compagno di squadra. Russell, scattato dal lato sporco, è riuscito a prendersi la prima posizione e non l’ha più lasciata fino al pit stop disastroso, che gli ha fatto perdere la prima vittoria in carriera. Russell è riuscito ad imprimere un ritmo che Bottas non è stato in grado di reggere. Se andata ad osservare i riscontri cronometrici potete notare che fino al pit stop disastroso fatto al giro 61, Russell è stato più veloce di Bottas per 57 volte. A fine gara, Bottas, ha cercato di trovare delle scusanti su questa superiorità di Russell: "Ho avuto troppo sottosterzo nelle curve quattro, sette e otto. E su questa pista è difficile guidare in scia ad un avversario a causa dell’aria turbolenta che ti fa perdere carico nell’asse anteriore della vettura". Fino al giro 62 la doppietta Mercedes sembrava essere una cosa scontata. Con l’ingresso della Safety Car, il team anglo-tedesco, ha preferito richiamare ai box entrambe le vetture per potergli dare delle gomme fresche nell’ultima parte di gara. In questa fase è successo un problema tecnico ai box tanto che l’ordine del team manager Mercedes, Ron Meadows, è stato sentito solo dalla squadra di Bottas e non da quella di Russell. Questa cosa è stata spiegata a fine gara da Toto Wolff: "I meccanici di George non hanno sentito l'ordine. Ecco perché erano pronte le gomme sbagliate". Questa incomprensione ha scatenato un disastro ai box, visto che sono stati montati gli pneumatici di Bottas sulla vettura di Russell, mentre al finlandese sono stati costretti a rimontare il set di hard usato, visto che non avevano più gomme a disposizione. Per evitare una penalità o addirittura una squalifica, il box Mercedes è stato costretto a richiamare ai box Russell il giro seguente per potergli montare le sue gomme. A fine gara, il team, è stato richiamato dai commissari e sono stati puniti con una multa di 20.000 euro. Ma la serie di circostanze negative per Russell non è certo finita qui. Dopo la ripartenza, sfruttando le gomme fresche poteva ancora sperare in una vittoria in rimonta. L’inglese si è sbarazzato di Bottas, Stroll ed Ocon e si era messo alla caccia di Perez. Mercedes stava recuperando mediamente 4 decimi al giro e, secondo alcuni calcoli, poteva prendere Perez al penultimo giro e sfruttando l’ala mobile poteva sicuramente giocarsi le sue chance di vittoria. Ma la rimonta è stata interrotta da una foratura lenta che ha costretto Russell ad un pit stop aggiuntivo.

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Dopo il primo giro nessuno avrebbe pensato di vedere Perez in lotta per il podio. Invece è andato addirittura a vincere la corsa. Nel giro 1, in curva 4, è stato toccato da Leclerc e la sua gara sembrava ormai compromessa. Grazie alla Safety Car è riuscito ad effettuare un pit stop passando dalla soft alle medie ed ha potuto rimettersi in coda al gruppo. Quando la gara ha avuto nuovamente il via, ha iniziato la sua rimonta che lo ha portato nelle posizioni di testa, sfruttando anche uno stint piuttosto lungo, visto che è riuscito a far durare le sue gomme “gialle” per ben 47 giri. Gomme medie che non sono mai state comunque al 100% del rendimento, a causa di una spiattellata all’anteriore sinistra che Perez ha avuto durante il regime di safety car per cercare di tenerle in temperatura: "Le vibrazioni erano così forti che a volte non riuscivo a tenere il volante dritto sui rettilinei”. Racing Point ha anche azzeccato le mosse strategiche. Con la seconda Safety car, uscita dopo l’incidente della Williams di Atkin, il team di Stroll non ha richiamato ai box Perez per montarli un set di gomme fresche ma ha preferito lasciarlo in pista con le hard. Forse il GP di Imola ha insegnato qualcosa al team ex Force India, visto che in quell’occasione avevano privato Perez di un podio, grazie a quella scelta strategica che alla fine si è rivelata completamente errata. Perez è riuscito cosi a regalare un successo al Messico, che in Formula 1 mancava dagli anni 70: "Sono senza parole e spero che non sia un sogno. Per tanti anni ho sognato di vivere questo momento, dieci anni di carriera, ed è incredibile", sono state le prime parole di Perez appena uscito dall'abitacolo della sua Racing Point.

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Leclerc troppo aggressivo, un errore enorme

Dopo una straordinaria qualifica, Leclerc ha distrutto la gara con una staccata in curva 4 molto azzardata. Con questa manovra ha estromesso dalla corsa anche Verstappen che, alla vigilia, era considerato come uno dei favoriti per la vittoria finale. Non è la prima volta che Leclerc pecca di troppa aggressività al via e per questo deve cercare di imparare da questi errori, per cercare di evitarli in futuro quando avrà tra le mani una Ferrari più competitiva. È davvero un peccato, perché vedendo l’esito della gara magari si poteva ottenere un risultato veramente buono. Un errore che si ripercuoterà anche nella gara di Abu Dhabi, visto che i commissari lo hanno penalizzato con una retrocessione di tre posizioni in griglia nel prossimo appuntamento. Leclerc nei suoi anni di F1 non si è mai nascosto e ha sempre mostrato di assumersi le sue responsabilità quando sbaglia e anche in questa occasione lo ha fatto: “Onestamente, mi piace dirlo quando commetto un errore. Oggi ero vicino a Verstappen, poco più indietro sulla sua destra, e ho provato a sorpassarlo in frenata. Ho visto Perez che era più avanti, ma mi aspettavo che rimanesse all'esterno e non tornasse all'interno. Questo non lo dico per dare la colpa a lui, perché non ha fatto assolutamente niente. Quando ho visto che tornava all'interno, ho provato a frenare, ma ho avuto un bloccaggio e ci siamo toccati". Per Vettel la gara è stata un vero e proprio calvario. La sua SF1000 non è mai stata veloce e nonostante i tanti ritiri non è riuscito a concludere in zona punti. A fine gara il pilota tedesco era veramente deluso: “Ho trovato molto difficile tenere il passo. Ho dovuto difendermi tutto il tempo e non potevo mai entrare in modalità attacco. Sicuramente la prestazione non è stata aiutata dalla Power Unit con un chilometraggio veramente elevato e quindi mancava di potenza. Il cambio di motore si è reso necessario dopo le qualifiche, quando il pilota tedesco aveva manifestato una perdita di potenza: per evitare rotture, i tecnici di Maranello avevano preferito ricorrere ad una vecchia unità.

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