F1, l'anomalo movimento dell'ala Mercedes in Cina: cosa è successo e la posizione Fia
LA RICOSTRUZIONEI problemi della Mercedes con l'ala anteriore in Cina hanno sollevato dubbi e discussioni alla luce di una norma che appare violata per quanto visto a Shanghai. Ma cosa è successo? Qui la ricostruzione, le ipotesi e la posizione della Federazione che non è intervenuta. Tutto il fine settimana del GP Giappone è in diretta su Sky e in streaming su NOW
Un movimento non colto subito nel weekend di Shanghai, ma che poi ha preso piede con il più classico dei tam tam social dopo la gara in Cina: l'ala anteriore Mercedes, al momento di richiudersi alla staccata della curva 14, effettuava il movimento in modo lento, in due tempi e non in uno come previsto dal regolamento tecnico. Ma tutto questo ha rappresentato un vantaggio o meno dal punto di vista prestazionale? La risposta non sembra essere affermativa, ma resta comunque una difformità rispetto a quanto stabilito dalle regole. La norma, l'articolo C3.10.10, parla chiaro in tal senso: "Il flap può avere un tempo di transizione massimo tra le due posizioni fisse di 400ms (4 decimi al secondo)".
I problemi segnalati dai piloti Mercedes a Shanghai
Cosa ha determinato l'anomalia Mercedes? Di sicuro, sin dalle qualifiche di Shanghai i piloti della W17 avevano segnalato problemi all'ala anteriore fino alla rapida sostituzione sulla monoposto #63 di Russell, mentre Antonelli sottolineava problemi proprio nella chiusura. Se avaria è stata, ciò spiega la mancata investigazione post gara da patte della Fia ma anche lo scarso pressing degli avversari nel chiedere chiarimenti. Un problema tecnico, un'avaria appunto, che secondo alcune fonti (The Race) sarebbe nato da un errore di calcolo degli ingegneri di Brackley.
Perché la Fia non è intervenuta? La spiegazione del direttore tecnico Tombazis
Nicholas Tombazis, direttore tecnico FIA, ha spiegato a Sky il discusso caso dell'ala anteriore Mercedes vista weekend della F1 in Cina, di fatto assolvendo la squadra di Toto Wolff: "Questi sono regolamenti nuovi, ci sono vari punti di adattamento di tutte le squadre, noi abbiamo un approccio molto consistente con tutte le squadre su piccole irregolarità, non siamo pronti a portare tutti dai commissari per qualunque cosa piccola. Per quanto riguarda l’ala Mercedes, la dinamica non aveva un effetto prestazionale, non era neanche una cosa fatta apposta, era un problema meccanico simile a problemi che hanno altre squadre".
Tombazis: "Non era una cosa rilevante"
"Il nostro modo di gestire queste cose, una volta che ci accorgiamo, se siamo sicuri che non c’è qualche gioco strano di prestazione, è di chiedere alle squadre di risolvere e non di creare un problema grosso da una cosa molto piccola. Quindi secondo me non era una storia grande, ovviamente essendo una cosa visibile, una cosa di cui alcuni si sono accorti, tutti erano agitati ma secondo me non meritava questa agitazione", ha aggiunto Tombazis. "Abbiamo in generale tanti casi con tutte le squadre in cui quando ci accorgiamo di una cosa piccola diamo un warning. Questo lo sanno tutti, lo apprezzano come approccio e delle volte, quando si arriva all’ennesimo caso di una certa dinamica, siamo obbligati ad andare dai commissari. Se dovessimo portare dai commissari ogni singola macchina per qualche piccolo dettaglio saremmo ogni weekend con la metà delle macchine con qualche problema. Quindi il nostro lavoro è di gestire queste cose, di essere sicuri che non si vada a livelli diciamo inaccettabili e siamo assolutamente convinti che nel caso di Mercedes non c’era niente che meritava questa attenzione", ha concluso il direttore tecnico della Federazione.