Non perderti dirette, news e highlights
Arrow-link
Arrow-link

Leclerc a cuore aperto: "Corro per il mio papà e Jules Bianchi. Paura in pista? Mai avuta"

al 'bsmt'
©IPA/Fotogramma

Ospite al podcast 'Passa dal BSMT' di Gianluca Gazzoli, Charles Leclerc si racconta svelando il suo lato più umano: dal distacco dai social media per proteggere la mente all'assenza totale di paura al volante, fino al commovente ricordo del padre Hervé e di Jules Bianchi: "Una delle mie motivazioni è continuare a farli sorridere". Il Mondiale di F1 torna il 1° maggio a Miami in diretta su Sky e in streaming su NOW

LAMBIASE IN MCLAREN: L'UFFICIALITA' DEL TEAM

In pista deve essere un robot impavido ma, una volta che toglie il casco, Charles Leclerc fa uscire l'uomo dietro il pilota. Il ferrarista si è raccontato a 360 gradi al podcast 'Passa dal BSMT' di Gianluca Gazzoli, regalando un ritratto inedito e profondo di cosa significhi essere davvero un pilota di Formula 1. Tra retroscena carichi di adrenalina e confessioni commoventi, il monegasco ha spiegato come gestisce le emozioni dentro l'abitacolo e ha ripercorso ricordi indelebili legati a due figure che lo "guardano da lassù": suo padre Hervé e l'amico fraterno Jules Bianchi.

I traguardi da condividere con chi non c'è più

Il primo se n'è andato nel 2017 al termine di una lunga malattia, quando Charles non aveva ancora 20 anni. Il secondo, definito il suo "padrino sportivo", è morto nel 2015 dopo nove mesi in coma in seguito a un incidente in F1 durante il GP del Giappone 2014. E Leclerc sceglie due momenti che avrebbe voluto condividere con loro. "Il primo è la vittoria a Monaco nel 2024, che sicuramente con mio padre è la cosa che abbiamo sognato da sempre. Vincere in Formula 1 con la Ferrari è qualcosa di molto speciale. Ma in una certa maniera sono sicuro che sia Jules che mio padre vedano tutto da lassù. Questa è la cosa che mi sono sempre detto ed è anche una delle mie motivazioni: continuare a farli sorridere. L'altro momento è il mio matrimonio, perché è stato un giorno molto speciale per tutta la famiglia".

Nessuna emozione al volante. Tranne quando...

In pista non c'è spazio per le emozioni, soprattutto per la paura. "Alla guida la paura è zero. Proprio zero, mai avuta. La paura non deve far parte delle emozioni in una macchina. Qualsiasi cosa faccio in pista è fatta più con il cuore, con l'emozione di fare qualcosa di speciale, con l'adrenalina, ma mai con il timore. Il giorno in cui avrò paura, mi fermerò e mi metterò da parte, perché non posso avere questo feeling nell'abitacolo. Sulle altre emozioni, invece, c'è tanto allenamento dietro: ho iniziato la preparazione mentale a 11 anni in un centro a Viareggio, 'Formula Medicine'. Usavo una fascia in testa che mi diceva quando ero concentrato e quando ero rilassato: questo mi ha aiutato tantissimo a capire le mie sensazioni e a imparare a gestirle. Grazie a questo lavoro di solito sono abbastanza bravo a restare nella mia bolla, tranne in due casi: Monza 2019 e Monaco 2024. Sono state le due uniche gare della mia vita in cui ho fatto fatica a trattenere l'emozione: c'era troppa pazzia sulle tribune. Iniziavo a guardare il pubblico negli ultimi giri, faticavo a stare sul pezzo. Provavo a controllarmi, mi riprendevo e andavo avanti, ma è stata dura".

Il distacco dai social media

Oggi Leclerc è un idolo per milioni di persone ed è costantemente sotto i riflettori sia nella vita reale che nel 'mondo virtuale', dall'alto dei suoi quasi 24 milioni di follower su Instagram. Da cui, però, lui si è distaccato. "Per tanti anni sono stato molto online, ma mi sono reso conto che i social cambiano tanto la percezione delle performance. Bastava un momento inquadrato, buono o brutto, e tutto il resto della gara veniva dimenticato. Oggi tutto viene commentato e, per come sono fatto io, i giudizi mi condizionano un po' troppo. Per essere il più imparziale possibile ad analizzare le mie performance in pista, ho preferito farmi da parte. Scelgo io tutte le foto e le didascalie perché voglio che i miei profili siano genuini, ma sui social fisicamente non ci vado più".

La 'bugia' al papà e la prima volta sui kart

Al suo nono anno in Formula 1, Leclerc è dietro a un volante da ormai 25 anni. Tutto è iniziato per evitare di andare a scuola. "Avevo tre anni e mezzo, non volevo andare all'asilo e feci finta di essere malato. I miei ci credettero. Mia madre andò al lavoro e mio padre, per coincidenza, doveva andare in una pista di kart gestita dal suo migliore amico, il padre di Jules, e mi ha dovuto portare con lui. Arrivato lì non ero più malato: feci il primo giro attaccato al kart del padre di Jules con una corda, poi la levammo e continuai finché non finì la benzina. Mio padre ha fatto immensi sacrifici per farmi correre. Poi si ammalò gravemente e nel 2017 capii che era questione di giorni. Così gli dissi una bugia: gli raccontai di aver firmato con la Ferrari in F1 per il 2018. In quel momento stavo parlando con l'Alfa Romeo, non c'era nulla di concreto: mia mamma mi sgridò per quella bugia, ma sapevo che per lui era la cosa più importante. Per fortuna ero in ritardo solo di un anno, perché firmai davvero per il 2019. È un momento che ricorderò per sempre".

Segui tutti gli aggiornamenti di Sky Sport

- Segui Sky Sport su Google Discover- Non perderti live, news e video

- WhatsApp - Le notizie che devi sapere? Le trovi sul canale di Sky Sport

- Guarda tutti gli Highlights - Entra in SkyLightsRoom

- Offerte Sky - Scopri le promozioni disponibili e attivale subito

 

FORMULA 1: ALTRE NEWS