La rivelazione di Toto Wolff: "Quella volta che licenziai Hamilton e Rosberg..."
Formula 1In un'intervista a The Athletic, Toto Wolff ha raccontato la sua gestione dei piloti, svelando un retroscena del passato: "Accettiamo la competizione a meno che non si scontrino. Nel 2016 'licenziai' Hamilton e Rosberg per questo". Il Mondiale torna il 1° maggio a Miami in diretta su Sky e in streaming su NOW
Il Mondiale di Formula 1 2026 è iniziato all'insegna della Mercedes. Alla prima stagione del nuovo regolamento, con 3 pole e 3 vittorie in altrettante gare, il team di Toto Wolff è tornato a dominare così come nel 2014, quando inaugurò l'era ibrida con un ciclo vincente che portò alla conquista di 7 titoli piloti e 8 campionati costruttori consecutivi. Oggi Kimi Antonelli comanda la classifica dall'alto dei suoi 72 punti, 9 in più del compagno di squadra George Russell. Ma il team principal e CEO della Mercedes ha sempre avuto le idee chiare: la squadra viene prima dei piloti. Parlando a The Athletic, Wolff ha spiegato: "Non esiste squadra dove due piloti non siano i principali rivali. La tua carriera dipende dal battere il tuo compagno. Vedo piloti felicissimi anche senza podio, per il solo fatto di aver battuto il compagno. È l'unico modo per misurare il proprio valore. In Mercedes devono capire che non ruota tutto intorno a loro. Accettiamo la competizione finché rispettano una linea rossa: non venirsi addosso. Non ho mai avuto paura di essere chiaro su questo". Lo sanno bene Lewis Hamilton e Nico Rosberg, compagni di squadra in Mercedes e rivali per il titolo dal 2014 al 2016.
"Nel 2016 'licenziai' Lewis e Nico per i loro scontri"
La loro faida sportiva raggiunse il culmine nel 2016. Anche le due stagioni precedenti non erano state prive di tensioni (vedi il GP del Belgio 2014 e Austin nel 2015). Ma quell'anno fu diverso: in Spagna, alla quinta gara stagionale, si buttarono fuori al primo giro, e in Austria due mesi dopo si scontrarono a poche curve dal traguardo. "Li 'licenziai' - spiega Wolff - Altrimenti non avrebbero mai capito che l'interesse della squadra viene prima del loro. La loro rivalità personale aveva preso il sopravvento. Non è una cosa che permetto. Mandammo loro un'email dicendo: "Al momento, non fate parte della squadra". Poi li chiamammo: "Se succede di nuovo, uno dei due se ne va. Le persone nelle fabbriche che devono pagare il mutuo, cosa dovrebbero pensare di voi due che vi scontrate perché non vi state simpatici? Questo influenza la vita di 2.500 persone. Chi credete di essere?". È un concetto fondamentale da far capire ai piloti".