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25 luglio 2018

È morto Sergio Marchionne, addio al presidente della Ferrari: aveva 66 anni

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Aveva subito a giugno un intervento alla spalla destra, ma le condizioni dell'ex ad di Fca e Ferrari si sono aggravate negli ultimi giorni fino a rendere il suo stato irreversibile. Era ricoverato in Svizzera, a Zurigo. Ha segnato un profondo cambiamento nel mondo Fiat e puntava a riportare la Rossa sul tetto del mondo

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Sergio Marchionne è morto a Zurigo, nella clinica dove era ricoverato da fine giugno. Lo storico amministratore delegato di FCA e presidente di Ferrari aveva 66 anni. Accanto a lui, uno dei più brillanti manager della storia italiana, naturalizzato canadese, la sua compagna Manuela Battezzato e i figli Alessio e Tyler. La notizia è stata resa nota da John Elkann, presidente di Exor, non appena venuto a conoscenza. "È accaduto purtroppo quello che temevamo. Sergio, l’uomo e l’amico, se n’è andato". Il presidente di Exor, la holding della famiglia Agnelli, e neo numero uno Ferrari è stato il primo a parlare dopo la notizia della scomparsa di Sergio Marchionne. "Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria, sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato", ha aggiunto lo stesso John Elkann prima di parlare dei valori che Marchionne lascia all’intero gruppo industriale: "Umanità, responsabilità. e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore. Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto e siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler". Il manager era stato ricoverato a fine giugno per un'operazione alla spalla, ma le sue condizioni di salute sono peggiorate negli ultimi giorni fino a essere state definite "irreversibili".

Le parole di Mike Manley e il debito industriale azzerato

"Tutti gli obiettivi che ci siamo posti nel piano industriale al 2022 sono confermati". Lo ha assicurato Mike Manley, ad di Fca, agli analisti collegati in conference call in occasione della presentazione dei risultati del secondo trimestre 2018. Queste parole arrivano dopo la tragica notizia della scomparsa di Sergio Marchionne, nello stesso giorno in cui il debito industriale è stato ufficialmente azzerato. Proprio la campagna dell'ex ad, per uno strano scherzo del destino, volta all'azzeramento del debito, trova la sua fine nel giorno della morte di Marchionne. Inoltre, con la fine del primo semestre 2018, per la prima volta il gruppo FCA riporta una liquidità netta industriale pari a 0,5 miliardi di euro, un miglioramento di 1,8 miliardi di euro rispetto a fine marzo 2018. Come era stato dichiarato da Marchionne, in occasione della presentazione del piano industriale a Balocco, al 30 giugno 2018 FCA avrebbe azzerato l’indebitamento industriale. 

La notizia nel weekend del GP di Germania

Mentre il Circus della Formula 1 era impegnato a Hockenheim, la situazione è peggiorata e ha imposto
a FCA e Ferrari di riunire d’urgenza i CdA per la nomina dei nuovi vertici. Sabato, inoltre, la casa automobilistica torinese aveva fatto sapere in un comunicato che "sono sopraggiunte complicazioni inattese durante la convalescenza post-operatoria del Dr. Marchionne, aggravatesi ulteriormente nelle ultime ore". Non solo. Nella prima nota la Fiat aveva annunciato che è per questi motivi che "il Dr. Marchionne non potrà riprendere la sua attività lavorativa". Da qui sono poi arrivate le nuove nomine in Fca, con Mike Manley amministratore delegato, e in Ferrari, dove il posto di presidente sarà svolto da John Elkann e quello di ad da Louis Camilleri. Marchionne verrà ricordato per aver segnato un profondo cambiamento nel mondo Fiat, mentre non si compie il suo sogno di riportare il Cavallino a vincere in Formula 1.
 

Era ricoverato a Zurigo

La sua ultima uscita pubblica risale al 26 giugno, visibilmente debilitato, con la cerimonia di consegna di una Jeep ai Carabinieri di Roma. Evento al quale teneva particolarmente dato che suo padre era nell'Arma. Marchionne aveva già annunciato che si sarebbe dimesso nel 2019, ma l'esigenza di consentirgli un pieno recupero ha portato a un'accelerazione. Poi il ricovero a Zurigo, da dove sono trapelate pochissime informazioni sul suo reale stato di salute. Nella mattinata di mercoledì la notizia della scomparsa.

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