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07 novembre 2018

Formula 1, GP Brasile 2018. Il punto sulla stagione Ferrari a due gare dal termine del mondiale

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Le aspettative per la stagione 2018 erano alte in casa Ferrari, soprattutto considerate le prestazioni in pista dalla SF71H. Nel corso del campionato, sia il team che i piloti hanno commesso alcuni errori, ma se analizziamo le performance della monoposto è innegabile il passo in avanti rispetto al 2017: ora Mercedes, a livello prestazionale, è molto vicina. Il GP del Brasile è in diretta su SkySportF1 (canale 207), qualifiche in onda sabato dalle 18 e gara domenica dalle 18:10 (pre alle 16:30). Appuntamento in live streaming su Skysport.it!

LA CRONACA DEL GP DEL BRASILE

Le monoposto Ferrari e Mercedes sono sempre più vicine

La rincorsa della Rossa è iniziata nel 2014 quando l’introduzione della Power Unit ha aumentato il divario con la rivale Mercedes. Anno dopo anno gli ingegneri di Maranello sono riusciti a migliorare la monoposto e soprattutto la Power Unit, che in questa stagione è stata in molte occasioni superiore a quella del team anglo-tedesco.

Come potete osservare dal grafico in basso la Ferrari è stata, per buona parte del campionato, la macchina più performante anche se Mercedes è sempre stata vicina alla Rossa. Il momento “no” c’è stato tra il GP di Singapore e quello di Sochi dove, a causa di errori di setup e di uno sviluppo della vettura che non ha dato i risultati sperati, la Mercedes ha preso il largo. Le prestazioni riscontrate in questi GP sono la causa principale dell’andamento della linea di tendenza che ci mostra come il distacco chilometrico nei confronti del team di Brackley sia andato salendo.

Nonostante questo, la Ferrari, se confrontiamo la stagione 2017 con la 2018, è riuscita a diminuire la distanza nei confronti della sua rivale da 0,026 s a 0,015 s. Il guadagno, che sembra poca cosa, corrisponde invece a oltre il 57% del gap complessivo che aveva nel 2017.

Il miglioramento dei motorizzati Ferrari: la rimonta di Haas e Alfa Romeo Sauber

I miglioramenti apportati alla Power Unit di Maranello hanno favorito anche i team clienti che rispetto al 2017 hanno fatto un deciso passo in avanti in termini di prestazioni.

Haas, grazie anche ad una monoposto più performante rispetto a quella della scorsa stagione, è riuscita a recuperare a Mercedes 146 millesimi/km che, su una pista di lunghezza di 5 chilometri, equivalgono a quasi 8 decimi al giro.

La Alfa Romeo Sauber, considerando anche che nella passata stagione utilizzava la specifica 2016 del motore Ferrari, ha avuto un miglioramento notevole. Il recupero prestazionale nei confronti di Mercedes è stato di oltre 3 decimi/km che, su una pista di 5 chilometri, equivalgono a ben 1,7s. Questo recupero ha permesso loro di guadagnare diverse posizioni in gara. Dopo il GP del Messico è riuscita a superare la Toro Rosso nel campionato costruttori, portandosi in settima posizione.

A due gare dal termine della stagione i team inizieranno a lavorare per il 2019?

Durante questo finale di stagione non dovremo aspettarci grossi sviluppi sulle monoposto poiché da diversi mesi, gli ingegneri stanno lavorando sulle specifiche per la stagione 2019. Non è da escludere la possibilità di vedere i team testare alcune componenti utili allo sviluppo delle vetture del prossimo anno. Dal punto di vista aerodinamico, sarà interessante capire se Ferrari e Red Bull continueranno a raccogliere dati con il fondo che presenta generatori di vortice nella zona centrale e in prossimità delle ruote posteriori.

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