Genio e precursore: Spencer, il campione del mistero

MotoGp
Freddie Spencer con la sua Honda nel 1985 (Foto Getty)
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Iridato in 500 a soli 21 anni, l'americano inventò un nuovo stile di guida per la classe regina, dove trionfò anche nel 1985 centrando una clamorosa doppietta con la 250. Poi, senza una spiegazione, Fast Freddie svanì nel nulla

di Claudio Barbieri

Per raccontare Freddie Spencer, il miglior modo è cominciare con i numeri. Crudi e incontestabili. In 72 GP, il nativo della Louisiana ha collezionato 27 vittorie, 39 podi, 33 pole position e 24 giri veloci in gara. Il tutto corredato da tre titoli iridati con la Honda, di cui due nella classe regina. E due nello stesso anno, in 500 e 250. Nessun refuso: Fast Freddie, nel 1985, corse e vinse 14 gare equamente divise nelle due classi.



Genio precoce - Altri piloti, Agostini su tutti, nel passato avevano corso e vinto in più classi contemporaneamente. Ma erano periodi e moto differenti. A metà anni Ottanta bisognava effettuare uno sforzo fisico e psicologico senza paragone. Ma Spencer, a detta di molti, nemmeno sudava sotto il casco, grazie a un fisico al limite del soprannaturale, alimentato da un talento sopraffino che gli ha fatto portare a casa il titolo Mondiale ad appena 21 anni. Un Marquez a stelle e strisce, verrebbe da dire.



L'apice e l'addio - Fast Freddie ha inventato un modo nuovo di condurre una 500: basta con le curve morbide, sì alla moto inclinata e al gas aperto il prima possibile in curva. Un rivoluzionario delle due ruote. Dopo l'impresa titanica del 1985, Spencer di fatto svanì nel nulla. Nelle rare volte (19) in cui è tornato in pista, non è stato più lo stesso (un 5° posto come miglior piazzamento). Ci fu un problema al tunnel carpale, ma forse la benzina psicologica e fisica era esaurita. Anche se la sua evaporazione dal circus a nemmeno 25 anni, resta tutt'oggi, un mistero irrisolto.