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Nieto: "Vale mi ha detto: continua così"

MotoGp

Anna Maria Di Luca

Pablo Nieto, 36 anni madrileno (Milagro)

Tre Mondiali in Moto3  e ora SKY-VR46 debutta anche in Moto2. La scuderia si amplia, gli obiettivi anche, l'impegno del Team Manager raddoppia: "Non sarò solo"

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"Il 2016? Una stagione intensa, in ogni senso. Abbiamo lavorato bene, siamo migliorati, sì c'è stato qualche problema, ma lo abbiamo superato in maniera costruttiva. Si guarda avanti, sempre. E tutto va sempre affinato". Pablo Nieto, dopo la pausa delle festività, trascorsa come sempre con la sua famiglia a Madrid, si affaccia alla nuova stagione con la consapevolezza che la perfezione è sempre solo da cercare: "Abbiamo iniziato a lavorare al 2017 già poco dopo la prima metà dello scorso campionato. Quest'anno ci aspetta anche la Moto2, una sfida completamente nuova per Sky-VR46".

E' soddisfatto per come il progetto sta crescendo?

"Il motociclismo è uno sport dove si vuole tutto subito, ma non è cosa possibile. I risultati vengono negli anni. Ora siamo al punto giusto, il 2017 è l'anno per iniziare a raccogliere quanto seminato".

Cosa va migliorato?

"Tutto, sempre. Sono contento, ma si può fare di più. Non dobbiamo mai pensare di aver raggiunto la perfezione".

Quanto preoccupa affrontare la Moto2?

"E' la nostra prima volta come Team, lo staff sarà rafforzato con professionisti che hanno già esperienza in materia. La famiglia cresce e ciò significa che abbiamo fatto un buon lavoro. Credo che in definitiva non sarà poi così diverso".

Si aspettava che anche il suo impegno raddoppiasse? 

"Con Uccio (Alessio Salucci), Albi (Alberto Tebaldi,) e Valentino è stato valutato tutto, prendere una persona nuova in questo momento particolare del progetto avrebbe potuto creare disarmonia. In fondo io conosco bene tutta la scuderia, lo staff, le dinamiche, i piloti. I risultati arrivano grazie al lavoro collettivo". 

Rossi le ha già dato un obiettivo? 

"Valentino mi ha chiesto di mantenere la rotta, di continuare sulla strada intrapresa fino ad oggi. Con tranquillità. Sarà ovviamente più complesso, saremo in 35 e qualcosa nel sistema cambierà".

Si troverà a gestire due box e due classi... 

"Sarà più semplice che avere tre piloti in uno stesso box. Ora ne avrò due per la Moto3 e due per la Moto2, meglio".

Come si dividerà?

"Nel weekend il mio lavoro è soprattutto concentrato il venerdì e il sabato, e per fortuna le FP e le qualifiche della Moto3 si disputano prima, poi viene la MotoGP, ed io posso respirare, e quindi la Moto2. Insomma il tempo c'è per occuparmi delle due classi, e poi non sarò solo".

Pecco Bagnaia e Stefano Manzi, i due piloti della nuova sfida

"Bagnaia è cresciuto tanto ed ha le idee chiare, già ai test abbiamo trovato un bel feeling, ed è una cosa importante. Manzi è al suo primo Mondiale in assoluto, deve solo imparare a divertirsi e non pretendere più di tanto. Si conoscono da ragazzini, al Ranch girano sempre insieme, ma per entrambi la categoria è completamente nuova, come lo è per il Team. Si troveranno ad usare una moto che pesa 150 kg, la cui potenza è diversa, tutto è diverso. E' un errore pensare di vincere il campionato subito, dobbiamo solo gettare le basi per il futuro. Ed entrambi devono capire che ci saranno momenti complicati". 

In Moto3 confermati Migno e Bulega, è vero che c'è un tale affiatamento tra voi che non serve parlare?

"Si, basta uno sguardo e ci capiamo. Sono due piloti di talento, con un gande potenziale che inizia anche a manifestarsi. Sono convinto che è arrivato il tempo di raccogliere". 

Come vede le moto?

"In Moto3, la KTM è sempre più competitiva, ha vinto il campionato con Brad Binder e lotta ogni anno per essere prima. Bagnaia e Manzi correranno con la Kalex, è quella più competitiva e diffusa, per il momento, nel campionato di Moto2".