Test Sepang, 2° round: Suzuki a trazione Iannone

MOTOGP

Sandro Donato Grosso

Seconda giornata di test condizionata dalla pioggia, a Sepang è Iannone il più veloce. Quarto Rossi con le ali nascoste della sua Yamaha, bene Viñales e Bautista

Piloti nervosi visto che hanno dovuto concentrare tutto il lavoro in quattro ore, perchè la pista non si asciugava dopo la pioggia della notte. Occorreranno provvedimenti importanti e si va verso una nuova completa riasfaltatura; se non avverrà "addio test a Sepang", hanno fatto sapere i Team. Ma i 240 minuti di oggi sono bastati comunque a Iannone per tirare fuori il meglio da una delle tre Suzuki a disposizione. Il suo feeling con la nuova moto sorprende per naturalezza, così Andrea ha dato chiuso davanti a tutti dando 4 decimi di distacco a Viñales, ottimo secondo, che comunque non è da meno in ottica adattamento.

La Yamaha M1 ha un buon motore e va bene anche il nuovo telaio, che dovrebbe far lavorare meglio le gomme nella seconda parte di gara. A questo possiamo aggiungere anche i vantaggi della nuova "doppia carena", che convoglia i flussi all'interno atti a recuperare parte del carico aerodinamico che generavano le ali, ed ecco che le speranze prendono forma. Rossi, molto soddisfatto, ha realizzato il quarto tempo utilizzando anche lui la doppia carena, dietro ad un Bautista rigenerato dal passaggio dall'Aprilia alla Ducati Clienti e davanti al roockie Johan Zarco che sorprende con la Yamaha Tech3.

Un po' dietro ma ottimisti i ducatisti con Dovizioso, settimo, che ha lavorato con la nuova moto che lo convince per la facilità di messa a punto e Lorenzo che chiude ottavo e sorridente perchè vede la luce e dopo 65 giri ha abbassato il suo crono montando le gomme nuove. Traduzione: inizia a far fare alla Ducati quello che vorrebbe. Domani rigira Stoner dopo un giorno di stop; sarà ancora in più veloce di tutti? I suoi exploit servono davvero al team? Vedremo...

Chiudiamo con la Honda, che ha tribolato nell'accoppiare l'elettronica al nuovo motore e non solo. Tanti problemi per Marquez e Pedrosa, così fanno gli straordinari gli ingegneri giapponesi rispedendo al mittente i brutti pensieri di un anno fa.

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