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13 marzo 2017

Test Yamaha: Viñales scappa, Vale in difficoltà

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Analizziamo come i team arrivano al primo appuntamento della stagione. Partendo dalla Yamaha: Viñales, dopo quanto mostrato nei tre giorni di Losail, diventa il favorito per il titolo. Veloce, efficace, consistente, solido, continuo: praticamente perfetto. Più indietro Vale, buone notizie dagli esordienti Folger e Zarco

Gare di moto, roba veloce: sono quindi bastati nove giorni di test per definire il favorito della stagione 2017, quella che inizierà il 26 marzo a Losail in Qatar. Per otto giornate di test quest'anno più almeno i due di fine stagione '16 a Valencia che porta il totale a 10 su 11, il più veloce è stato Maverick Viñales con la Yamaha. Logico, naturale, quasi banale quindi che il favorito sia lui. Il ragazzino arrivato dalla Suzuki in Yamaha al posto di Lorenzo si è immediatamente trovato benissimo sulla nuova moto ed è sempre stato veloce, efficace, consistente, solido, continuo.

Il precampionato - per quello che conta, e conta - è suo. Ma sua è anche l'efficacia sul ritmo gara, il "passo". Segno che non di exploit in serie si tratta, ma di molto di più. La nuova Yamaha, le nuove Michelin, il nuovo team sembrano essere stati fatti apposta, cuciti su misura per lui. Ora manca la prova più importante, quella della gara, del campionato, dei corpo a corpo, della pressione lunga e continua, dello stress, dei punti, dei media che ti assillano… Ma insomma: il favorito è lui.

L'altra faccia della medaglia Yamaha è quella rappresentata da Valentino Rossi: qui sesto alla fine, ma staccato dalla nuova "bega" che è lo spagnolo arrivato al suo fianco, sia sulla prestazione pura, sia sul passo, ma soprattutto nella convinzione, nella naturalezza, nell’efficacia della guida. Quello alla fine dei test australiani e di Losail è un Rossi che fa battute come sempre, che sorride, che spiega, analizza, ma che ammette di non essere ancora venuto a capo della nuova Yamaha 2017. Che la buona prestazione del giorno 2 di Losail che lo mette alla fine in sesta posizione, non molto lontano dai primi, è venuta un po' per caso, non alla fine di un lavoro di scelta e affinamento. Che la naturalezza di guida, la sensazione di "comodità", il divertimento siano ancora da raggiungere. Si tratta probabilmente del suo precampionato più difficile di sempre su una Yamaha. Lasciando quindi perdere i due anni in Ducati.

Qui però davanti a tutti c’è una Yamaha, allora non c'era nessuna Ducati. Il che fa sperare che alla fine Il Doc possa riuscire a sciogliere i nodi, che con il suo approccio insieme scientifico e creativo, analitico e intuitivo, riesca a sistemare tutto. Lui, poi, è una bestia da gara, un pilota che si nutre di tensione, si sa, ma insomma l’impressione di inattesa difficoltà resta.

Bene le altre Yamaha, quelle del team Tech3 che con i due esordienti Folger e Zarco si sono messe in luce sia sulla prestazione, sia sul ritmo. Il che fa pensare che forse la moto 2016 abbia ancora un buon potenziale. Ma adesso è tardi per valutare ed eventualmente tornare indietro. Rossi deve riuscire a trarre dalla moto 2017 quello che può dare, cioè moltissimo, forse addirittura il massimo. Il punto di domanda è quindi semplice: ci riuscirà? Alla risposta manca ormai poco, il 26 marzo, appunto, sapremo.

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