MotoGP, il punto sugli "altri" dopo i test

MOTOGP

Paolo Beltramo

Aprilia ha ben figurato nei test in Qatar con Aleix Espargaro, in difficoltà invece la KTM che ha chiuso in fondo alla graduatoria. Velato ottimismo per Rins su Suzuki, mentre Bautista (Ducati) è andato forte. Arrancano Miller e Rabat con la Honda.

Abbiamo parlato di tutti i “buoni” di questo precampionato, ma non restano soltanto i “cattivi”.  Per esempio, l’Aprilia con Aleix Espargaro è stata una delle sorprese positive di questo inverno di lunga attesa. Il pilota spagnolo, ex Suzuki, ha dimostrato di apprezzare l’ambiente, il calore umano, l’impegno della casa di Noale, provincia di Venezia. In Suzuki non si sentiva abbastanza amato, non abbastanza al centro del progetto, questa volta tutto sembra essere a posto. Aleix va, fa buoni tempi e buone simulazioni di gara. Sembra allegro, fiducioso, motivato. Tutto bene, quindi. Peccato, però, che Sam Lowes non sia ancora adatto alla MotoGP. L’esordiente ci prova con tutte le sue forze, ma - lo diciamo da sempre - all’Aprilia avrebbe fatto meglio la continuità. Andare avanti con Bautista, insomma, che della moto aveva grande conoscenza e che nella seconda metà del campionato scorso ha disputato gare molto buone.
Purtroppo le decisioni sulla squadra da schierare sono state prese presto, (quello dell’anno scorso è stato un motomercato frenetico) e al posto di Bradl e Bautista sono stati presi questi due. Vedremo, ma la moto sembra molto migliorata, il che è l’importante.

KTM, che fatica -  Guardi la classifica e vedi tutte e tre le moto austriache là in fondo. Una cosa strana, inconsueta, anomala per chi ha vinto in cross, enduro, rally, velocità (125, 250, Moto3) e si cimenta quest’anno in Moto2 e in MotoGP, il massimo della sfida sportiva e industriale possibile. Ma qui siamo al livello più prossimo alla perfezione, alla tecnologia più sofisticata, allo stato dell’arte delle corse di moto. Forse KTM non ha scelto i piloti più adatti a sviluppare un progetto: sia Pol Espargaro, sia Bradley Smith non sono due vecchi marpioni che sanno dove e come intervenire su un progetto. Forse il problema della casa austriaca è proprio la difficoltà nel trovare un pilota esperto: per loro sarebbe stato perfetto uno come Dovizioso o Pedrosa. Ma così è. La KTM ha comunque dimostrato nella sua storia di saper vincere e quindi prima o poi attrarrà anche piloti vincenti.

Gli altri team - Ci aspettiamo di più sicuramente da Petrucci con la Ducati ufficiale che però doveva testare l’elettronica. Bene Rins con la Suzuki, ottimo Bautista con la Ducati, sorprendente Abraham con la Ducati rientrato in MotoGP dopo la SBK, devono darsi da fare seriamente Lowes, Miller e Rabat: uno come lui, campione della Moto2, non può essere sempre l’ultimo.

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