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Moto2, Morbidelli: un bis che sa di maturità

MotoGp

Paolo Beltramo

Franco Morbidelli, (Argentina 2017) - Foto: Getty Images

Procede la crescita silenziosa di Morbidelli in Moto2, dopo aver assaporato più volte il gusto della vittoria un anno fa con quattro secondi posti all’attivo. Ora, due successi su due: un avvio di stagione impeccabile quello del pilota italiano.

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Quest’anno: due gare, due vittorie. Franco Morbidelli ha iniziato come meglio non avrebbe potuto il suo mondiale di Moto2. Dopo un 2016 di sfioramenti, appuntamenti mancati all’ultimo, sapore di vittoria svanito mentre già lo addentava, eccoci finalmente al sodo. Forse, meglio così. Sì, perché il “Morbido” è arrivato a vincere, secondo me, al momento giusto. Negli occhi ha quella gioia e quell’allegria che soltanto chi fa quello che ama al meglio, possiede, ma anche molto altro. Lo sguardo serio, duro, determinato di chi c’è e lo sa. La consapevolezza di esserci arrivato bene, per gradi, in seguito ad una crescita continua, ad un progresso tecnico e personale, senza sbalzi. Né in su, né in giù.

Ed è proprio questo che mi fa pensare che Franco Morbidelli sia agli albori di una luminosa carriera. Niente picchi, lontano dalle sinusoidi di chi strabilia e delude senza sapere perché. Per lui, romano di nascita, romagnolo d’adozione, mamma brasiliana e papà italiano, a 23 anni è iniziato il futuro. Il suo “lisciosamba” ha dominato l’inizio di stagione e lo ha fatto con una sicurezza, una determinazione, una precisione straordinaria. Nessun errore, freddezza, capacità di analisi, di modificare strategie e atteggiamenti in corso, nessun rischio, niente a caso. Dopo quattro secondi e cinque terzi posti ecco il salto di qualità.

Un salto vero, solido. Ha esordito nel 2013, con qualche gara, poi dal 2014 eccolo stabilmente nel mondiale Moto2. Il primo podio, un terzo posto, nel 2015, poi lo scorso anno quattro volte secondo e quattro terzo. Mi ricordo un esempio: Fausto Ricci, pilota Yamaha che vinse la sua gara d’esordio in 250 a Misano nel 1984. Sembrava destinato a chissà quali traguardi, invece si fermò lì, a quello straordinario, unico successo.

Il fatto che “Morbidinho” ci abbia messo molto di più, che sia arrivato a vincere dopo una crescita silenziosa, costante, consistente è un dato a suo favore. Quelli come lui, quando arrivano è perché ci sono davvero, non è un caso, un colpo di fortuna o un momento di grazia passeggero. No, Franco Morbidelli mi sembra quel tipo di pilota che c’è, tosto e sicuro. Magari un po’ silenzioso, riservato, ma questo non c’entra niente col dare il gas.