GP Austin, Moto2: Morbidelli in pole, Pasini al suo fianco

MOTOGP

Paolo Lorenzi

Il leader del campionato partirà davanti a tutti per la seconda volta in stagione. Secondo tempo delle qualifiche per Pasini, terzo Alex Marquez

La prima fila che non t’aspetti, al di là delle più rosee aspettative. Perché Morbidelli è velocissimo ma il suo compagno di squadra Alex Marquez c’ha provato fin da venerdì a tenerselo dietro. Perché Thomas Luthi è sempre un avversario pericoloso e non bisogna mai scordarselo. Perché la KTM di Oliveira è una realtà sempre più convincente. E perché trovarsi due italiani uno di fianco all’altro, nelle prime due posizioni, è segno di un ritrovato protagonismo italiano in Moto2, al limite del sogno. Eppure nel gran premio delle Americhe Franco Morbidelli partirà vicino all’amico Mattia Pasini, come lui uno del Ranch di Valentino Rossi. Uno del gruppo di piloti capaci di vivere la rivalità fino alla bandiera a scacchi per ritrovarsi a sorridere insieme al di fuori della pista.

Amicizia e agonismo, una miscela che ha funzionato anche ad Austin dove Pasini ha seguito Morbidelli nel suo giro veloce, rubandogli la scia ma facendo un favore all’amico-avversario, mettendosi in mezzo tra lui e Alex Marquez, il candidato numero uno al ruolo di “rompiscatole”. In molti avrebbero scommesso sulla pole position dello spagnolo, ma il Morbido ha dimostrato di avere qualcosa in più. Un po’ più di margine da tenersi a portata di mano e da giocarsi al momento buono.

Anche sul passo gara Franco è messo bene, con ben 8 giri sul ritmo del 2.10” nell’ultimo turno di prove libere. Un gran bel ritmo che conferma lo stato di grazia del pilota romano, trapiantato nelle campagne di Pesaro. Vicino a Tavullia. Morbidelli parte per la terza volta in prima fila, segno di una competitività che quest’anno lo pone nel ruolo, anche scomodo per la pressione che comporta, di essere "l'uomo da battere". In gara dovrà guardarsi dal compagno di squadra, storicamente il primo degli avversari, dall’esperto Thomas Luthi che parte in seconda fila, dal sempre pericoloso Nakagami, finito a meno di sei decimi da lui in qualifica. E perché no, anche dall’amico-rivale Mattia Pasini, finalmente tornato alla ribalta.
 

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