MotoGP, quante cadute nel 2017

MOTOGP

Paolo Lorenzi

Tante cadute nelle prime cinque gare della MotoGP rilanciano il tema pneumatici e lo scarso feeling dei piloti in fase di staccata. Al Mugello sono attese importanti novità, scopriamole insieme 

Nelle prime cinque gare del Motomondiale sono caduti tutti i protagonisti della MotoGP. Rossi, Marquez e Iannone in Spagna, Vinales negli Stati Uniti, Lorenzo e Dovizioso in Argentina, fino al debuttante Zarco nella sua prima gara in Qatar. Troppi incidenti che rilanciano il tema gomme. Ad eccezione della scivolata di Rossi a Jerez, dovuta alla perdita del posteriore, ed a quelle dei due ducatisti in Argentina, conseguenza di contatti di gara, negli altri casi sul banco degli accusati è finita la gomma anteriore.

Ancora diversa, per feeling e rendimento, da quella del precedente fornitore. La Michelin ha preso le sue contromisure portando a inizio stagione un pneumatico più morbido per assicurare maggiore sensibilità sull’avantreno. Il tallone d’Achille secondo i piloti che lamentano perdite d’aderenza improvvise. Logica vorrebbe che fossero quest’ultimi ad adattarsi ai pneumatici, ma il limite che si raggiunge in gara assottiglia sempre di più il confine di un equilibrio già di per sé precario.

Al Mugello il produttore francese ha deciso di fornire una gomma più dura di carcassa, assecondando le richieste dei piloti ma nell’ottica di un maggiore sostegno nella fase di staccata. Problema ben diverso, da quello alla base delle tante cadute che stanno disegnando la classifica del campionato. Il rischio che la soluzione si allontani anziché avvicinarsi resta purtroppo reale. E la lista delle scivolate potrebbe quindi allungarsi finendo per premiare i piloti più prudenti. O semplicemente più fortunati.

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