Dovizioso: "Lorenzo è un egoista che conosce il rispetto"

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Dovizioso si racconta in un'intervista esclusiva con Guido Meda: "Lorenzo pensa molto a sé, ma è sereno nell'affrontare un cammino nuovo e difficile. Io ho una guida pulita, ma non sapete quanta grinta ho dentro quando corro"

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Grintoso dentro, tranquillo fuori. Il nuovo Andrea Dovizioso non è un guerriero: è un ninja. Non è una tigre: è un cobra. Silente, sereno, intelligente, con un karma da monaco tibetano. Sa quando è il momento opportuno di colpire. Sa quando farlo. Ma sa soprattutto come farlo. A modo suo. Il suo animo pacato si addice più a un ingegnere che a un pilota. Ma il suo punto di forza, probabilmente, è anche questo. Mantenere la mente lucida quando vai a 300 kilometri orari è quasi impossibile. Se ci riesci, sei già un passo avanti rispetto agli altri, come ha dimostrato nelle ultime due gare vinte al Mugello e al Montmeló. Una doppietta da sogno. L’adorata figlia Sara, il rapporto consolidato con la Ducati, il calore ritrovato dei tifosi. Tutto questo è il mondo di Dovizioso, che Guido Meda racconta attraverso questa intervista esclusiva al pilota della Ducati nello speciale "Desmodovi - Una storia d'amore".

Il rapporto con Lorenzo

La prima novità, la più lampante, della stagione di Dovizioso è sicuramente l’arrivo di Jorge Lorenzo, che ha preso il posto di Andrea Iannone. Un cambio che ha fatto bene a Dovizioso, come spiega lo stesso Desmodovi: "Rispetto all'anno scorso ora va meglio tra me e il mio compagno nel box. Jorge pensa molto a sé, solo a sé, è egoista, ma è giusto così, perché pensando a sé non interferisce nel mio lavoro. È perfetto, anche perché è una persona molto rispettosa e serena nell'affrontare un cammino nuovo e difficile, come ha dimostrato venendo sotto il podio dopo le mie vittorie".

Il DNA del pilota Ducati

Andrea Dovizioso, dopo la doppietta da urlo Mugello-Montmeló, ha definitivamente conquistato l’amore del popolo Ducati. Soprattutto di quei tifosi che, seguendo uno stereotipo consolidato quanto ormai decisamente superato, credevano che il pilota Ducati dovesse essere prima di tutto un matto che spinge selvaggio e senza criterio: "Pensare che la Ducati possa funzionare solo con un pilota anglofono, con la faccia da matto e la guida sporca è proprio da ignoranti – spiega Dovizioso – È più importante come sei dentro, non quello che si vede da fuori. L'aspetto psicologico nel nostro mestiere pesa moltissimo. Io ad esempio ho la guida pulita, ma non sapete quanta grinta ho dentro quando corro. E ora sto proprio bene. Con la Ducati l'amore vero è arrivato lavorandoci".

Il Dovi quotidiano

Dovizioso trae il meglio del suo carattere, della sua tranquilla vita quotidiana, e lo trasforma in energia positiva per dare il massimo in pista. Ma anche dietro quella faccia da bravo ragazzo, si nasconde un pilota di carattere, grintoso e con una rinnovata capacità di vincere: "Nella vita sono posato, ma non è che non abbia anch'io la mia parte ignorante, altrimenti non farei questo mestiere. È solo che la parte folle la tengo a bada e la metto da parte per i momenti in cui posso sfogarmi. Sono un papà tranquillo. Porto mia figlia e i suoi amichetti al lago a fare i salti con la moto d'acqua. Però lei fa ginnastica artistica. Non sono presente fisicamente per il lavoro che faccio, ma quando ci sono cerco di dare qualità. Non so se basta, ma mi impegno".

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