MotoGp, Rossi: "Se sarò competitivo potrei continuare oltre il 2018"

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A margine della conferenza stampa del Sachsenring Valentino non pone confini al suo futuro. La passione c'è, se continuano anche i risultati si può rinnovare

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Il contratto che lega Rossi al Motomondiale e alla Yamaha dura fino al termine della stagione 2018. Abbiamo ancora una stagione e mezza garantite con lui in pista. La recente decima vittoria ad Assen, la prima di questa stagione, ha fatto sì che la stampa provasse a stuzzicarlo sui progetti futuri, con una domanda diretta sull'ipotesi di un ulteriore rinnovo quando avrá ormai 39 anni compiuti. Un'altra volta, come è già successo nell'ultimo decennio in più di un caso, il pesarese non è stato in grado di porre nessun confine alla durata della sua carriera. "Dipenderà dalla mia competitività, ma se dovesse essere tutto a posto potrei continuare a correre anche oltre il 2018 - ha detto al sito ufficiale della Motogp - quando ho firmato con Yamaha il contratto che è ora in corso, pensavo che probabilmente sarebbe stato l'ultimo, ma non ne ero sicuro. Il proseguimento della mia carriera di pilota dipenderá da molto fattori e deciderò nel corso della prima parte della prossima stagione. Si mi troverò ancora competitivo e capace vorrei continuare".

Il futuro passa anche da Sachsenring

Valentino Rossi è reduce da una bellissima vittoria ad Assen e si trova terzo nella classifica del mondiale a soli 7 punti dal leader Dovizioso, il che farebbe pensare che sia decisamente competitivo. "Ma le situazioni - ha aggiunto - in questa era della Motogp possono cambiare. Guardate dall'anno scorso quanti vincitori diversi ci sono stati, addirittura nove. E ora in otto gare ne abbiamo avuti cinque diversi. Il punto chiave è ottimizzare le risorse e provare a vincere quando si può, cercando di limitare al massimo gli errori".

Ora sul cammino della Motogp c'è la pista tedesca del Sachsenring, molto breve e con asfalto completamente rinnovato. Tempo permettendo (le previsioni per i prossimi giorni alternano tanta acqua e qualche schiarita) sarà un test importantissimo per la competitività della Yamaha dopo la sostituzione del telaio. Ad Assen Vinales è caduto con quella che lui stesso ha definito "una dinamica inspiegabile", mentre Rossi si è rivelato a posto sia con l'asciutto che con la pioggia". Ma questa è un'altra pista, un'altra storia. Mentre non è ancora chiaro se quello che da due settimane almeno chiamiamo il "nuovo telaio" Yamaha sia in realtà quello del 2016 o una sua piccola evoluzione. La casa giapponese comunica poco o quasi niente in proposito, lasciando aperte le porte ad ogni possibile ipotesi. Tra queste anche l'eventualità che non amino ammettere un passo indietro che in realtà non avrebbe nulla di disdicevole.

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