Yamaha, Rossi-Vinales: dream team o due galli in un pollaio?

MotoGp

Paolo Beltramo

Vinales e Rossi, piloti della Yamaha (foto getty)
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Paolo Beltramo fa un bilancio del Mondiale MotoGP a metà stagione, in attesa della ripresa fissata per il 6 agosto con il GP della Repubblica Ceca a Brno. Dopo la Honda è la volta della Yamaha della coppia stellare Vinales-Rossi e dei sempre più sorprendenti Zarco-Folger del team Tech3

Il secondo filo doppio è quello blu. Yamaha, insomma. La coppia Viñales -Rossi, quella più forte ora che Lorenzo non è ancora tornato sé stesso con la Ducati. Partenza straordinaria dopo un precampionato, a ridurlo, impressionante: il pilota spagnolo sembrava essere destinato a fare il vuoto e la Yamaha, anche se nelle mani di Rossi era meno facile da mettere a punto, una moto imbattibile. Due successi in Qatar e Argentina gridavano questo concetto. La scivolata di Maverick ad Austin col secondo posto di Rossi confermavano che la sostanza c’era, solida, dura.

Invece arriva Jerez e la Yamaha scompare come se la sua consistenza precedente l’avesse fatta affondare tra le curve con poco grip di Jerez, dove invece si conferma la Honda con una doppietta. Da segnalare che l’anno scorso a Jerez Rossi vinse dopo aver ottenuto la pole e pure Lorenzo, con qualche lamentela, fu competitivo. Stavolta invece il contrario, gara da retrovie, a soffrire. Poi c’è la Francia dove avrebbe potuto essere una tripletta se Rossi non fosse caduto all’ultimo giro nel tentativo di battere MV25. Già perché alla fine le Yamaha sostanzialmente meno schizofreniche, più costanti sono quelle del team esterno di un sorprendente Zarco e di un Folger meno eccitante, ma costante, in crescita.

Per ritrovare una Yamaha vincente bisogna aspettare fino ad Assen dove VR46 trionfa, ma Viñales cade. I problemi sono sempre gli stessi: impossibile trovare costanza per chiunque e la necessità di Rossi di avere un nuovo telaio per risolvere problemi che sembravano fantasmi quando Maverick stracciava tutti. Ecco, forse l’errore della Yamaha è stato quello di non dare immediatamente ascolto a Rossi, alla faccia dei risultati e delle prestazioni buone e “facili” della moto 2016. Resta il fatto che ultimamente Vale sembra più fiducioso e convinto e pure il suo giovane compagno alla fine si è adattato alle impressioni del più esperto.

Con quattro successi, tre secondi posti e un terzo posto i piloti ufficiali Yamaha sono quelli che hanno raccolto complessivamente di più e sembrano essere la squadra da battere per vincere il titolo. Il che potrebbe rivelarsi un vantaggio come un limite. In teoria poter puntare su due piloti dovrebbe favorire la Yamaha, in pratica magari la teoria dei due galli in un pollaio potrebbe diventare realtà. Di sicuro se Pedrosa vincesse ancora, questo problema potrebbe averlo anche la Honda, mentre Ducati per il momento gioca ad una sola punta.  

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