A Misano si corre il Gran Premio del Mùtor

MotoGp

Paolo Beltramo

Vista aerea del circuito di Misano Adriatico con il mare sullo sfondo (foto: MWC official web site)
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Si chiama "Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini", ma si potrebbe chiamare semplicemente "Gran Premio del Mùtor" o "Gran Premio della Romagna". Il che significa tutto. Raccoglie in due parole, Romagna e Mùtor, decenni di passione, amore, identificazione tra un popolo, un mezzo e le sue gare. Ora è sintetizzato nel circuito di Misano il cuore evidente di questo mondo, ma una volta erano le strade lungomare di Riccione, Rimini, Lugo, Cattolica, Milano Marittima, Cesenatico che raccoglievano questa passione.

Si chiamava Mototemporada, si corse dal 1945 al ’71 e vi parteciparono tutti i più grandi piloti del mondo e tutte le grandi marche. Così, tanto per fare qualche nome: MV, Gilera, Matchless, Morini, Benelli, Norton, Yamaha, Honda, Paton, e da piloti come Agostini, Provini, Spaggiari, Villa, Buscherini, Hailwood, Read, Duff, Herrero, Redman, Ivy, Findlay, Carruthers… La fine di quel mondo fu decretata dall’incidente mortale di Angelo Bergamonti il 4 aprile 1971 a Riccione, mentre si giocava la vittoria con Agostini sulla 350. Finì un’epoca. Ma non la passione, il modo di vivere.

La Romagna - e io allargo la Romagna motociclistica fino a quella parte del pesarese - è anche Morbidelli, Benelli, MBA, Sanvenero, la famiglia Rossi, non soltanto quella geografica. In realtà da Modena verso il mare si vive più o meno la stessa passione: piloti (un’infinità), case come Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, Minarelli, Malaguti, Morini, Bimota. Genio, innovazione, cultura, passione.

A Misano si vive tutto ciò: si respira amore, allegria, passione. Il “mùtor”, una parte per dire il tutto, è ovunque. L’idea del circuito di Misano sembra sia stata di Enzo Ferrari, venne realizzato nel 1972, girava in senso antiorario e aveva nomi semplici, locali per le sue curve: brutta pela, quercia, tramonto. Poco alla volta è stato modernizzato, adeguato, reso sempre attuale. L’ultimo grande cambiamento nel 2007 quando venne realizzata l’attuale versione di Misano. Lungo più di prima, sicuro più di prima, ospitale, moderno. Dal 2012 si chiama Misano World Circuit Marco Simoncelli, in memoria del Sic.

Nei dintorni sono realizzate decine di iniziative che ti fanno vivere il motociclismo, le gare, quella passione romagnola per le corse, le moto, l’ospitalità, il buon cibo, il buon vino e l’allegria. Non ci sarà quell’aura unica, isolata del Mugello, ma ci sono migliaia di chilometri quadrati dove sentirsi a casa, tra le braccia della propria passione, circondati da storie, leggende, piloti…

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