MotoGP, l'analisi delle qualifiche del GP del Giappone

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Giovanni Zamagni

A Motegi prima fila inedita con Zarco in pole, quindi Petrucci e Marquez. Lo spagnolo prova anche con le slick ma l'azzardo non paga, né per lui né per Rossi. Dovizioso nono, ma il passo c'è. Ottima performance per KTM ed Aprilia

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Pole position (a sorpresa) per Johann Zarco, con Danilo Petrucci ottimo secondo e Marc Marquez terzo. Solo nono Andrea Dovizioso, 11esimo Andrea Iannone, 12esimo Valentino Rossi, per quello che è un disastro Yamaha ufficiale, con Maverick Vinales 14esimo.
Dopo aver dominato – alla grandissima – FP3 e FP4, sembrava scontata la pole di Marquez, invece penalizzato da un azzardo tattico: dopo aver ottenuto uno strepitoso 1’53”903 al primo tentativo, oltre un secondo più veloce di tutti gli altri, Marc è tornato al box e ha montato le slick. Scelta sbagliata: mentre i rivali miglioravano, lui non riusciva ad abbassare i tempi. Ma rimane il grande favorito: al momento non c’è nessuno che lo può insidiare.

Rossi, ultimo con le slick (e con le rain)

Ma se l’azzardo di Marquez poteva anche starci, visto il tempone ottenuto con le rain, quello di Valentino Rossi appare difficilmente comprensibile: Valentino, a differenza di tutti gli altri piloti, è partito subito con le slick, è rimasto in pista con le gomme da asciutto fino a cinque minuti dal termine, nonostante i suoi tempi fossero nettamente più lenti dei rivali con le gomme da bagnato. Poi, Rossi è tornato ai box, è ripartito con le gomme da bagnato, ma con soli tre minuti a disposizione non ha trovato il feeling per spingere forte, rimanendo 12esimo. La tattica del box Yamaha è sembrata decisamente sbagliata, con, forse, una sola spiegazione plausibile: viste le grandissime difficoltà sul bagnato – Vinales addirittura fuori dalla Q2 – si è tentato il tutto per tutto. Ma non ha pagato. Rossi, tra l’altro, dopo aver ottenuto un ottimo secondo posto nelle FP3, che gli ha consentito di entrare direttamente in Q2, ha chiuso le FP4 al settimo posto e con una caduta: come dire, anche il GP si prospetta piuttosto complicato.

Prima fila inedita

Così, mentre le M1 ufficiali arrancano, la Yamaha festeggia (festeggia?) la pole position di Johann Zarco, come sempre bravissimo in queste condizioni di asfalto un po’ misto. Il francese, fino adesso, è stato incisivo, ma non può competere, per il momento, con Marquez sulla distanza. Nemmeno Danilo Petrucci, per la verità, ottimo secondo a 0”318 dal francese: Danilo ha comunque ottenuto un ottimo risultato, usando la tattica più logica. Ovvero: è partico con la gomma media posteriore, per poi tentare il tutto per tutto con quella extra soffice.

Dovizioso: lontano, ma con un buon passo

(Quasi) sicuramente fuori dai giochi per la vittoria e per il podio Vinales, che scatterà dalla quinta fila, sembra rimanere solo Andrea Dovizioso a contendere il titolo a Marquez. Il Dovi, però, ha toppato in Q2, chiudendo solo al nono posto, ma il suo potenziale è decisamente superiore a quanto dice la classifica: ha un buon passo, può ambire a un ottimo risultato così come il suo compagno di squadra. Il quinto posto di Jorge Lorenzo non è veritiero: fino adesso, i 15 minuti cronometrati sono stati il momento più negativo di due giorni per il resto molto positivi. In risalita Dani Pedrosa, sesto, undicesimo Andrea Iannone con il compagno di squadra Alex Rins decimo.

Brava Aprilia, bravissima KTM

L’Aprilia ha sfiorato la prima fila: Aleix Espargaro è quarto a soli quattro centesimi dal terzo posto di Marquez. Espargaro sta guidando bene, sta andando forte, ha un buon passo: con il bagnato può ambire a un buon risultato. Ma la grande protagonista della giornata è sicuramente la KTM, con Bradley Smith settimo e Pol Espargaro ottavo, dopo che i due avevano conquistato le prime due posizioni in Q1. Ha ragione l’ingegnere Giulio Bernardelle: il progetto è sano e in continua evoluzione.

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