MotoGP: Tardozzi come Tardelli, la Ducati ci crede davvero

MotoGp

Francesco Berlucchi

Davide Tardozzi 2017 (foto: Getty Images)

L'urlo del Team manager Ducati Davide Tardozzi per la vittoria di Andrea Dovizioso a Motegi ricorda quello indimenticabile di Marco Tardelli, durante la finale del Mondiale del 1982. Due situazioni molto diverse. Che però, in fondo, nascondono anche tante somiglianze...

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Da Tardelli a Tardozzi. Sono passati esattamente 35 anni dall’urlo più famoso della storia del calcio. Quello di Marco Tardelli, liberatorio e sincero, dopo avere segnato il gol del 2 a 0 contro la Germania Ovest.

Dalla finale del Mondiale 1982 a Motegi, da Marco a Davide. La stessa gioia incontenibile, la stessa ferocia negli occhi. Quella di chi ha lottato a lungo per una vittoria tutta italiana. Figlia del sacrificio, dell’averci creduto sempre, anche quando nessuno avrebbe scritto il loro nome tra i favoriti.
Proprio come gli azzurri di Bearzot in Spagna, o come la Desmosedici di Andrea Dovizioso sette mesi fa. Ma a tre gare dal termine Dovi è lì, a giocarsela fino alla fine.

Ci abbiamo creduto in Spagna, 35 anni fa, dobbiamo crederci ora. Perché se Tardozzi ricorda Tardelli, chissà che DesmoDovi non si possa trasformare in Paolo Rossi, l’hombre del partido.
Gli ultimi gol, sono ancora tutti da segnare. Bisognerà difendere a Phillip Island, marcare a uomo. E poi ripartire in contropiede, a Sepang. Per provare a trionfare, ancora una volta, a casa degli spagnoli.

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