Ducati, Tardozzi da Phillip Island: "Lorenzo? Sa se e come aiutare Dovizioso"

MotoGp
Jorge Lorenzo al lavoro: il suo ruolo potrà essere fondamentale nella lotta al titolo (LaPresse)

Il team manager Ducati chiarisce la posizione Lorenzo nella lotta al titolo di Dovizioso, lontano 11 punti da Marquez: "In caso di necessità saprà fare lui le scelte giuste. In questo momento non c'è bisogno di parlargli, è consapevole del suo ruolo e di cosa ci si aspetti da lui in questo momento"

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Mancano solo tre Gran Premi alla fine del Mondiale e la Ducati di Andrea Dovizioso deve recuperare 11 punti dalla Honda di Marc Marquez. Parlare di strategia è inevitabile. Quale sarà il ruolo di Lorenzo nella lotta al titolo? Da Phillip Island ha parlato Davide Tardozzi, Team Manager Ducati: "Direttive? Non ne abbiamo ancora parlato. Ma credo che Jorge sia un aziendalista. In questo momento non c'è bisogno di parlargli, è consapevole del suo ruolo e di cosa ci si aspetti da lui in questo momento. In caso di necessità sarà fare lui stesso le scelte giuste". Sulla crescita dello spagnolo ha aggiunto: "Ha avuto un'ottima progressione. L'anno scorso sarà in grado di lottare per il titolo".

Parlando nello specifico del weekend di Phillip Island: "Il vento potrà avere effetto particolare su tutti i piloti, potrà mettere tutti in grande difficoltà. Marquez è il pilota da battere, ma Dovizioso già l'anno scorso ha fatto una buona gara e potrà sorprendere tutti ancora una volta. A metà dell'ultimo giro a Motegi non pensavo potesse farcela, ma poi ci ho creduto... Andrea è cambiato migliorando nella consapevolezza, ma può ancora crescere. E' attentissimo ai dettagli, cerca di mettere a frutto tutte le capacità sue e della moto".

Lorenzo: "Grande equilibrio, Dovi deve continuare così"

"Su questa pista tanti piloti della MotoGP hanno vinto in passato: per salire sul podio bisogna essere a posto con la moto. In questa categoria è tutto talmente delicato che basta pochissimo per guadagnare o perdere un decimo: io sono vicino, mi manca poco, ma non si può sapere quanto. Questo è un tracciato 'delicato', dove c’è una sola linea 'buona', dove il coraggio può fare la differenza.

Aiutare Dovizioso? Intanto, per riuscirci bisogna essere più veloce di lui e Marquez e non è così facile… Potrebbe anche essere un GP di gruppo, con 6-7 piloti molto vicini. Adesso sono più a mio agio sulla moto, ma ancora mi manca un po' di velocità e costanza. In Austria, per esempio, ero partito molto forte, ma avevo consumato troppo la gomma, mentre in Giappone dopo aver subito il sorpasso di tre-quattro piloti in un giro ho perso un po' di ritmo, per poi ritrovarlo nel finale.

Non credo che Marquez cambierà modo di correre, mentre Dovizioso sta dimostrando che è capace di essere aggressivo anche a livello di Marc e di sapere gestire bene la situazione. Marc è molto veloce ma lui non cade mai, c'è molto equilibrio.

Alla Yamaha manca il mio apporto? Dall'esterno è molto difficile giudicare. Io e Rossi eravamo molto sensibili, non so a che livello sia Vinales: sicuramente è veloce, ma di più non so".

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