Simoncelli, sei anni dopo: impossibile dimenticare

MotoGp

Alfredo Alberico

Il 23 ottobre 2011 l'incidente al secondo giro del GP della Malesia costò la vita a Marco Simoncelli. Resta sempre indelebile il ricordo di un ragazzo speciale e di un campione. Qui ripercorriamo quei momenti con un profilo anche inedito del Sic

Sono già passati sei anni. Certe cose fanno davvero perdere la cognizione del tempo. Quella del 23 ottobre del 2011 doveva essere una mattina qualunque e invece divenne la giornata che non avrei più dimenticato. Che molti non avrebbero più dimenticato. Mentre si correva il GP della Malesia, mi ero appena immerso in una inusuale domenica a casa. Lo è sempre, inusuale, per chi racconta sport. Salgo in macchina, accendo la radio e da uno speaker sento che "il pilota italiano Marco Simoncelli è stato coinvolto in un incidente durante il secondo giro della gara della classe MotoGP del GP a Sepang". 

Uno sguardo d'intesa con mia moglie (inusuale pure quello) e poco dopo mi ritrovai in redazione. Marco non c'era più. Furono ore di paradossale silenzio, spezzato solo dal "tac" delle lettere pigiate sulla tastiera. Quel ragazzo, Sic, aveva lasciato in tutti una traccia di sé. La passione o meno per i motori appariva come un fatto relativo in quei momenti, c'era qualcosa che andava ben oltre.

Quel qualcosa me lo spiegò tempo dopo il dottor Claudio Costa, papà della Clinica Mobile, parlandomi di "eroe eterno" e della "vittoria della vita sulla morte".  Quel qualcosa, però, lo percepii un mese dopo l'incidente, a Coriano, il paese di Marco. Fece uno strano effetto percorrere la provinciale 50, snodo stradale del Riminese, nel tratto che da Misano Adriatico porta proprio a Coriano; erano le strade che chissà quante volte aveva fatto col motorino, magari senza grandi pensieri e godendosi il panorama intorno, fatto di verde fitto e colline sinuose. 

Quel qualcosa, infine, lo capii chiaramente spostandomi a Montetauro, nella Piccola Famiglia dell'Assunta, una struttura a 7 chilometri da Coriano che si occupa di persone con gravi disabilità. Sic era andato lì in visita qualche mese prima. "Sembrava intimidito, a tutti diede questa impressione - raccontò Stefania, un'operatrice -. Forse per il contesto, è normale sentirsi disorientati. Ma credo fosse pensieroso anche per le ultime cadute. Non era soddisfatto e uno dei nostri ragazzi, un suo tifoso, glielo fece notare".

Una fotografia inedita di Simoncelli, forse turbato o più semplicemente infastidito dagli incidenti all'Estoril (1 maggio 2011) e ad Assen (25 giugno 2011). A molti era rimasta la sua favolosa immagine sorridente, a me, da quel momento, anche quella dell'eroe più umano e comunque senza paura.




Nel video d'apertura il ricordo di Paolo Beltramo