MotoGP 2018: Yamaha, il tempo stringe: è l'ora di reagire

MotoGp

Marta Abiye

Problemi per Valentino Rossi, la sua Yamaha fatica a decollare (Getty)

A quattro gare dall'inizio della stagione continua il momento negativo di Yamaha. Per la casa di Iwata ancor più difficile, da digerire e da spiegare, è il fatto che nella classifica iridata la prima M1 non sia quella di Rossi o Vinales ma quella satellite del team Tech3, sempre più spesso più competitiva delle due ufficiali

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Due podi su quattro gare, Johann Zarco, anche in questo inizio di stagione è riuscito a fare meglio delle Yamaha di Rossi e Vinales che al momento hanno all'attivo un solo podio a testa. La situazione del team ufficiale è sempre più complicata, 14 gare senza una vittoria sono tantissime e per la squadra di Iwata non succedeva da prima del 2004 quando Rossi ribaltò la situazione con 9 vittorie e la conquista del titolo Mondiale. Valentino è scoraggiato e nell'ultimo periodo le sue parole sono state un po' dure.

La Yamaha correrà per almeno altri 100 anni in motoGP, la sua invece è una lotta contro il tempo e ovviamente vuole motivarli. Per Vinales è anche peggio, i suoi stati d'animo continuano ad oscillare dall'euforia alla depressione sulla scia dei risultati della sua M1. I problemi si conoscono, dall'elettronica alla gestione delle gomme. A Jerez la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le alte temperature e sulle piste con poco grip soffrono molto più degli altri team. Difficile credere che stiamo parlando della stessa squadra che nel 2016 ha vinto 6 gare ha fatto 14 podi e in sole 3 gare su 18 non è salita sul podio. 

La situazione è chiara, ora però bisogna reagire. La giornata di test a Jerez è stata positiva, ma non può bastare a colmare il gap con gli avversari. Probabilmente per le cose più importanti bisognerà aspettare i test di Barcellona, intanto però il lavoro prosegue per altri due giorni di test al Mugello, dove scongiurata la pioggia è arrivato anche il sole ad aiutare la ricerca di piccole correzioni che possano dare una mano a Rossi e Vinales a riprendersi dopo la batosta spagnola.

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