MotoGP, GP Italia. Mugello, l'antidoto allo strapotere di Marquez

MotoGp

Guido Sassi

Marquez, 2018 (foto: Getty Images)

Dovizioso l’anno scorso ha vinto dopo 8 anni di digiuno Ducati; Rossi arriva tra le colline toscane senza una moto competitiva, ma la Yamaha nei numeri ha contenuto meglio degli avversari italiani la furia del campione del mondo, nel suo miglior momento dal 2014 a oggi

IL SIPARIETTO TRA ROSSI E LORENZO

L'ORDINE DI ARRIVO AL MUGELLO

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Il fine settimana del Mugello è la giusta medicina per chi come Dovizioso arriva da un paio di ritiri inattesi, o per chi come Rossi è alla ricerca della competitività perduta della propria Yamaha. Una pista da urlo, il calore del pubblico, staccate e sorpassi da levare il fiato sono il surplus indispensabile di emozioni da portarsi in carena prima di combattere Marc Marquez.

D’altronde il Cabroncito è sempre più padrone della MotoGP. Il campione in carica non vinceva 3 gare in fila dal 2014 e bisogna tornare indietro di 4 anni anche per registrare una miglior partenza dopo 5 gare: allora fu una manita di successi, con un vantaggio su Pedrosa e Valentino di 42 e 44 punti, contro i 36 che comunque vanta oggi su Vinales.

Al Mugello il capoclassifica ha anche la concreta possibilità di raggiungere Jorge Lorenzo a quota 65 successi in carriera, al secondo posto tra i piloti in attività dietro Rossi e al quinto assoluto. Con il maiorchino a digiuno ormai da quasi due anni e con una prospettiva futura tutta da decifrare, Marquez punta ormai già nel medio periodo ai 76 successi di Mike Hailwood per portarsi ai piedi del podio dei più grandi di sempre.

Alle Ducati toccherà il compito di guidare la rincorsa allo spagnolo nell’immediato: sul circuito di casa Dovizioso l’anno scorso ha conquistato finalmente quella vittoria che la moto italiana inseguiva dal 2009 (unico successo di Stoner al Mugello) e che non fa rima solo con velocità. Per primeggiare al Gran Premio d’Italia serve infatti una moto più equilibrata di quanto si possa pensare.

I test tra le colline toscane di tre settimane fa lasciano presagire una sfida tra Honda e Ducati, la Yamaha continua a soffrire in accelerazione per i noti problemi di elettronica e non può rallegrare la buona tradizione che la vede vittoriosa in 10 edizioni su 16 in MotoGP. Per ora Vinales, Zarco e Rossi stringono i denti e si consolano con le posizioni in classifica che vanno dal secondo al quarto posto: è la prova che nell’imprevedibilità di un fine settimana di gare spesso al di là della prestazione assoluta contano molto esperienza, pragmatismo e capacità di adattamento alle situazioni.

Il 46 di Tavullia dal canto suo farà tutto il possibile per salire sul podio del Gran Premio d’Italia, che ha calcato nelle ultime due occasioni nel 2014 e 2015, mentre delle sue 9 vittorie in Toscana l’ultima risale a 10 anni fa. Un motore in fumo nel 2016 e le conseguenze dell’incidente l’anno scorso gli hanno impedito infatti negli anni più recenti di lottare per la decima affermazione sul circuito di casa.

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