MotoGP: Yamaha, cantiere aperto ad Aragon

MotoGp

Guido Sassi

Dopo i test di Misano e le prestazioni convincenti delle libere di Silverstone, Rossi e Vinales tornano oggi al lavoro ad Aragon. In pista anche Suzuki e Ducati: la Rossa di Borgo Panigale gira oggi con Pramac, domani con il team factory

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“Nel pomeriggio abbiamo provato un po’ di cose che nei test di Misano erano piaciute a Maverick, ma noi allora avevamo fatto un altro tipo di lavoro . Mi sono piaciute abbastanza, quindi anche tecnicamente nel pomeriggio è andata abbastanza bene”.

Queste sono le parole di Valentino Rossi dopo il venerdì di Silverstone, e proprio da quel giorno la Yamaha prova a ripartire nei test di oggi ad Aragòn.  La strada da seguire prevede innanzitutto di lasciarsi alle spalle la pioggia inglese: quella che ha annullato la gara di domenica, ma anche l’acquazzone di sabato, che ha mandato il box Yamaha in confusione in ottica Q2, relegando Vinales e Rossi all’undicesimo e dodicesimo posto in griglia.

Non correre a Silverstone è stato un peccato, perché la pista inglese ben si sposa con il carattere della M1. Il rammarico per l’ occasione persa però si ridimensiona considerando che sul bagnato la Yamaha soffre più di altre moto le proprie carenze elettroniche e che i due piloti di Lin Jarvis avrebbero dovuto imbastire una clamorosa rimonta per puntare al podio.

Così oggi, ai test di Aragòn Rossi e Vinales  ripartono dalle prestazioni convincenti del venerdì inglese, con una M1 che dopo la cura di Misano, tecnicamente  forse ha iniziato a muoversi nella giusta direzione. Serviranno conferme e ulteriori step. In questo senso la prudenza e l’equilibrio di Rossi nelle dichiarazioni rilasciate sono un indizio da considerare. Eppure un’iniezione di fiducia serviva come l’aria ai due piloti, in particolare  al Dottore che a settembre attende  la Yamaha agli esami di riparazione. La settimana prossima si corre infatti a Misano, proprio a casa di Valentino, poi invece sarà la volta di Aragòn nella tana di Marquez.

Sulla pista catalana però si gira già oggi e giovedì si aggiungono Suzuki e Ducati: la Rossa di Borgo Panigale lavora sodo sia con il team factory che con Pramac, su un tracciato dove la moto italiana negli ultimi anni ha sofferto. Il terzo posto di Lorenzo nell’edizione 2017 lascia intravedere  tuttavia un trend in risalita.

Yamaha non può non insistere nella rincorsa ai rivali; anche perché con ottobre inizierà il poker asiatico di trasferte, e lo sviluppo in circuito si fermerà un po’ per tutti. Per i motori si prospetta un fine estate caldissimo: pioggia permettendo, anche in pista.

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