Sky VR46, Bulega: "Alzo l'asticella quando il tempo è maturo"

MotoGp

Anna Maria Di Luca

Nicolò Bulega, dal 2016 con Sky VR46 in Moto3
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L'INTERVISTA. L'emiliano già nel 2016 al suo primo Mondiale si è affermato come poleman e come talento in crescita. Da allora ad oggi ha avuto il tempo di diventare maggiorenne e sperimentare gioie e sofferenze di questo mestiere. Con lo Sky Racing Team VR46 è cresciuto e dal 2019 correrà in Moto2: "E' più adatta al mio fisico di ora"

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Lo Sky Racing Team VR46

Il giovedì è un giorno basilare per i piloti di MotoGp, Nicolò Bulega all'indomani dell'annuncio del suo passaggio in categoria superiore, è indaffarato ad Aragon tra meeting tecnici, messe a punto, ed attività stampa. Ci tiene a fare bene in quetso weekend, soprattutto ora che la sua crescita, avviata nel 2016 in Moto3 con lo Sky Racing Team VR46, ha raggiunto un primo step: la Moto2 per il 2019. “Sono contento di fare il salto di categoria penso si adatti un po’ di più al mio fisico, al mio peso ed anche al mio stile di guida, spero poi di fare un bell’ anno la prossima stagione e di cominciare col piede giusto, non manca tanto, direi 2 mesi, a Novembre ci saranno già i test”.

E’ stata una decisone ragionata?

“E’ dall’anno scorso che ci penso, era già in previsione la scorsa stagione, poi abbiamo pensato che il 2018 sarebbe stato il mio terzo in Moto3 e avrei potuto mettere a frutto quanto avevo sperimentato. Non sta andando proprio così, ma sono convinto che un periodo complicato serva sempre”.

Un anno più difficile degli altri forma anche il carattere

“Quest’anno mi sta facendo crescere, anche se non sotto il profilo sportivo lo so, perché è vero i risultati non stanno venendo, ma sto imparando una lezione che mi servirà in futuro, ne sono convinto e consapevole, e sono sicuro che proprio questi momenti mi aiuteranno a giocarmi gare e podio, mi daranno una grossa spinta”.

Cosa hai capito principalmente?

“Mi sono accorto che quando andavo più forte erano tutti amici, ora che non sono sempre lì davanti si sono allontanati mostrando di non essere affatto miei amici, per fortuna ho capito che gente è. Ne sono contento, mi sono tolto un peso per il futuro. Per quanto riguarda la parte sportiva ho imparato che non bisogna mai dare niente per scontato nulla e nessuno, mai sottovalutare gli avversari, perché tutti gli anni ci può essere qualcuno che non ti aspetti e che diventa quello da temere di più. Come Marco Bezzecchi, che non ci si aspettava potesse essere uno da vincere il Mondiale, e invece sta dimostrando di poterlo fare, quindi ho capito che bisogna sempre tenere d’occhio tutti”.

In Moto2 troverai tanti compagni più esperti

“E’ vero, piloti come Luca Marini, che sarà mio compagno di squadra, e la cosa mi fa un gran piacere ho bisogno di essere con gente forte, mi serve da stimolo. In più mi troverò con avversari che conosco bene, non sono l’unico a fare cambio di categoria, siamo almeno in sei”.

Intanto pensiamo a chiudere questa stagione, qual e è il tuo obiettivo a questo punto?

“Quello sin dall’inizio, cercare di trovare il giusto feeling con la moto, ci siamo riusciti in alcune gare, ma non in tutte, siamo migliorati ma non riesco ancora a sfruttare il mio punto forte che è quello di entrare con i freni in mano fino alla fine, ed entrare veloce, non ci riesco sento che mi manca il feeling sull’avantreno. Ad Assen è arrivata una prima fila, poi a Barcellona ne avevo per vincere, ero competitivo ed è successo che Albert Arenas mi ha centrato, sono cose che capitano. Ci sono stati momenti che avevo un buon feeling, il segreto è catturarli  e mantenerli su tutte le piste. Con Marco (Urani, suo Capotecnico) lavoriamo bene e siamo uniti anche fuori, entrambi stiamo cercando di colmare quel gap che ci possa poi far vincere”.

Da cosa credi dipenda?

"Da quando correvo nel campionato italiano e spagnolo la posta si è alzata di molto. Prima se il pilota non era al 100%  la moto poteva aiutare, e viceversa. Se alla moto mancava quel 10% era il pilota a fare la differenza. Nel Motomondiale è diverso anche solo una vite fuori posto o un attimo di defaillance del pilota può portare a quel 'decimino' di meno che ti fa partire più dietro. E’ importante quindi che pilota e moto siano sempre al 100%. Ed è quello che sta succedendo a Pecco (Bagnaia) e a Bezzecchi, appunto, stanno facendo un ottimo campionato, sono partiti da subito col piede giusto e sono rimasti costanti, perché anche questo è il segreto".

Hai già provato la Moto2?

"Ho avuto una sensazione molto positiva, l ho provata un mese fa e mi sono divertito un sacco, andava ovviamente più forte della mia di Moto3, ho sentito subito un buon feeling, però devo dire che ero da solo, non avevo avversari e neanche tanti punti di riferimento, a parte i tempi, mi sono divertito".

Hai 18 anni e ancora tanta pista davanti a te, cosa ti piace di più del mestiere che hai scelto?

"Molte persone pensano che la vita dei piloti sia fatta solo di ragazze e moto quando vuoi, che dormi tanto e non fai che divertirti. Non è così, sono molti i sacrifici che facciamo: ti alleni tutti i giorni, non vai al mare quando vuoi e non fai tante cose che i ragazzi della tua età fanno. Ecco, quello che mi piace di più è che questi sacrifici possano avere un senso ed essere ripagati dai risultati”.

Le sfide ti piacciono?

“Sono uno che ama alzare l’asticella ma a tempo debito, prima voglio raggiungere gli obiettivi che mi pongo gradualmente”.

Come pensi che il pubblico prenderà il tuo debutto in Moto2?

Quando esce una notizia c’è sempre, per tutto, gente che critica e gente che appoggia, quindi ci saranno quelli che diranno: “Ma che ci vai a fare in Moto2 visto che non hai fatto niente in Moto 3”, e altri invece: “E' un bene che tu ci vada, la Moto3 è piccola per te”. Alla fine conta cosa penso io, e sono convinto che con la Moto2 almeno non sarò svantaggiato per il mio peso".

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