Fast&Curious, lo spettacolo della MotoGP nei numeri di Aragon

MotoGp

Michele Merlino

Numeri, statistiche, curiosità del quattordicesimo GP della stagione 2018. Dai record di Marquez ad Aragon a quelli di Dovizioso in Ducati, dal week end da dimenticare della Yamaha alla resurrezione di Suzuki e Aprilia. I numeri di Aragon raccontano lo spettacolo della MotoGP

 LA CLASSIFICA

Marquez re di Aragon, Dovi raggiunge Mike “The Bike”

Per Marc Marquez arriva la 4^ vittoria in top-class ad Aragon. Ha vinto di più solo ad Austin e al Sachsenring (6 vittorie in top-class). I successi del ragazzo di Cervera in MotoGP salgono a 41 (sei quest'anno), 67 considerando tutte le classi.
Andrea Dovizioso con il 2° posto al Motorland sale per la 48^ volta sul podio in top-class eguagliando la leggenda Mike Hailwood, al 15° posto di tutti i tempi (top-class). Se consideriamo tutte le classi, Dovi arriva a 89 podi come Luigi Taveri e Casey Stoner (13° posto di tutti i tempi). Con Aragon sono 4 i podi consecutivi in MotoGP, per il forlivese è una sequenza record.
Domenica amarissima per Jorge Lorenzo, terza caduta in gara quest'anno per lui dopo Jerez (incidente con Pedrosa) e Misano. JL99 non si ritirava per caduta in gare consecutive da Donington-Brno 2009. Per la prima volta non termina la corsa ad Aragon, dove finora si era sempre classificato nei primi 4 ed era salito sul podio nelle ultime 7 edizioni.

Suzuki ed Aprilia, bentornate!

Suzuki chiude ad Aragon con Iannone sul podio (10° in top-class) e Rins quarto. L'ultima volta che la casa di Hamamatsu aveva piazzato due moto tra i primi 4 all'arrivo era stato a Motegi 2016 (Vinales 3° ed Aleix Espargaro 4°).
Anche per Aprilia la gara al Motorland è di quelle da ricordare: dal rientro in MotoGP il sesto posto di Espargarò è il miglior risultato, che eguaglia quanto fatto sempre ad Alcaniz lo scorso anno dal pilota catalano e, in precedenza, in Qatar, sempre nel 2017.

Tre doppiette Ducati nelle ultime 3 qualifiche

Dopo Silverstone e Misano ecco il turno di Aragon, dove arriva la terza doppietta consecutiva delle Rosse di Borgo Panigale. Per fare un paragone, l’ultima volta in cui la Honda riuscì a registrare la stessa sequenza fu 7 anni fa, nel 2011, con Casey Stoner e Marco Simoncelli nei GP di Le Mans, Barcellona e Silverstone. Per la Yamaha invece bisogna risalire al 1991 nei GP di Laguna Seca, Jerez e Misano (John Kocinski e Wayne Rainey).

Week end da incubo per Yamaha

Le difficoltà della Yamaha, malgrado due top riders di indiscusso valore come Rossi e Vinales, vengono impietosamente rappresentate nei numeri. Per Rossi, esclusa Valencia 2015, quando partì 25° per la penalità della Malesia (incidente con Marquez), quella di Aragon 2018 è la peggior prestazione in qualifica in MotoGP. Valentino eguaglia Assen 2006 (18° con un polso fratturato).
Il sabato del Motorland è stato talmente negativo per la casa di Iwata tanto da essere la prima qualifica senza Yamaha nella top-10 dal Sachsenring 2006, gara che comunque vinse Rossi con la M1, partito 11° in griglia.
La domenica non ha riservato soprese (positive). Valentino Rossi ha chiuso ottavo con una gran rimonta nei primi giri e Maverick Vinales decimo a 23 secondi dal vincitore MM93. Le gare senza vittorie sono arrivate alla sequenza record di 23, mai così male.

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