Marini e Bulega, segreti e numeri della nuova coppia

MotoGp

Mario Lorenzo Passiatore

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A dieci giorni dall’inizio del Mondiale conosciamo meglio i piloti Sky VR46 della middle class. Si riparte dal riconfermato Luca Marini e dal rookie Nicolò Bulega, dopo tre anni trascorsi nella classe minore sempre con gli stessi colori

SKY-VR46, subito forti nei test ufficiali a Jerez

Luca Marini e Nicolò Bulega, coppia inedita e tutta da scoprire. Il primo ha ben impressionato nella passata stagione e ha approfittato della sosta invernale per mettere a posto la spalla, dopo l'operazione a cui si era sottoposto a novembre. Per Bulegas sarà esordio assoluto in middle class, pronto a riscattare un 2018 non proprio esaltante, complice l’infortunio alla mano destra che lo ha costretto a saltare le ultime quattro gare.

Marini, le due C del 2019: crescita e consacrazione

Pignolo, meticoloso, abituato a curare ogni minimo dettaglio ai box. Pablo Nieto lo ha definito un gran lavoratore, proprio come suo fratello Valentino Rossi. Luca sa prendersi sul serio quando serve, quando conta, ma non è un ragazzo tutto pista e motori. Tra le passioni del Maro ci sono: il rally, lo snowboard, i videogame e il calcio. Tifoso della Roma, ancor più di Francesco Totti, che ha avuto il piacere di incontrare lo scorso anno. Il suo numero? Il dieci, ovviamente, proprio come l’idolo romanista, anche se nelle classi minori ha sempre avuto il 97, anno della sua nascita. Marini è tra i piloti più alti del campionato, grazie ai suoi 185 cm. Curiosamente, proprio per questo motivo non ha mai corso in Moto3, esordendo direttamente nella classe di mezzo.

La passata stagione, la prima con lo Sky Racing Team VR46, è stata la migliore in assoluto per rendimento. Ha collezionato cinque podi: due secondi posti, due terzi e la prima vittoria in carriera in Malesia, quando Pecco Bagnaia ha vinto il Mondiale in Moto2. Marini riparte dall’ultimo ‘post it’ del 2018, la pole fatta a Valencia nel mese di novembre (la seconda dopo quella conquistata a Brno). I test in Andalusia hanno confermato una discreta forma fisica e un ottimo feeling con la moto. Subito velocissimo, sia ai test privati che in quelli ufficiali di Jerez de la Frontera. Insomma, ci sarà davvero da divertirsi.

Bulega, il riscatto passa dalla Moto2

Bulegas è cresciuto a pane e motori, una passione trasmessa da papà Davide che era un ex pilota. Da piccolo andava su e giù nel paddock della Superbike, categoria dove i genitori avevano un team. Ama stare con gli amici, rilassarsi e ricaricare le pile prima di tornare nuovamente in pista. Guai a toccargli i capelli, alla domanda: “Li taglieresti solo se..” ha risposto: “No, mi spiace”. Dunque, niente scommesse, almeno per ora, i rituali ci sono ma non si dicono. Da quest’anno ha ripreso l’11, il numero che è stato di suo papà e che ha sempre avuto a inizio carriera. Per scelta e per necessità ha optato anche per il 46 e per l’8 nel corso degli anni.

Ha vinto il CEV nel 2015, poi tre anni in Moto3 con lo Sky VR46 che si traducono in due podi e due pole. Il 2018 non è stato un anno semplice, anche per via dell’infortunio alla mano che lo ha tenuto lontano dalla pista nelle ultime quattro gare. Per Nieto resta un talento dal potenziale enorme. Bulega ha subito risposto per le rime nei test in Andalusia, dove ha ritrovato vigore e ottimismo in vista della nuova stagione. Ha già dimostrato di adattarsi bene alla nuova moto, più incline alle sue caratteristiche fisiche.
Nicolò è pronto a voltare pagina e a cominciare la nuova avventura da rookie in middle class, al fianco di Luca Marini.

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