Moto2, GP Qatar: risultati e tempi delle libere. Il più veloce è Baldassarri

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Paolo Lorenzi

Ottimo venerdì in pista per Baldassarri (sotto il record di categoria), subito a suo agio con le novità tecniche: motore Triumph e gestione elettronica. Tra i debuttanti i migliori sono Bastianini (decimo) e Martin (14esimo). Solo 16esimo Marini, indietro le KTM. MotoGP, nessun cambio di orario: gara alle 18 (ora italiana)

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C'era attesa per la Moto2 dell'era Triumph. Il cambio di motore ha portato una rivoluzione tecnica accompagnata dall'ingresso dell'elettronica che cambia molto l'approccio alle prove, le strategie nonché lo stile di guida. Il più veloce ad adattarsi alle novità, stando ai risultati del venerdì di Doha, è stato Baldassarri. Quindi un pilota della vecchia guardia per così dire, a conferma del fatto che l'esperienza pesa, almeno in questa fase inziale del campionato. Alle sue spalle troviamo infatti Schrotter, il sorprendente Gardner, l'ottimo Lowes, dominatore dei test invernali e Alex Marquez, atteso protagonista della stagione. A ulteriore riprova, sono solo due i rookie classificati nei primi quattordici: il migliore, Enea Bastianini, decimo, e poi Martin, iridato della Moto3, quattordicesimo.

In difficoltà non solo i roookie

La differenza di peso e potenza si è fatta sentire, insomma. Non solo per i debuttanti (Bezzecchi, per sua ammissione, sta faticando a trovare il feeling con la nuova categoria). La maggior coppia del tre cilindri inglese si è fatta sentire anche nel caso dell'esperto Luthi, scaraventato malamente sull'asfalto da un'uscita di curva troppo decisa. Non tutti hanno cercato di centrare le prime quattordici posizioni, utili per entrare direttamente in Q2 (da quest'anno il sistema delle qualifiche ricalca la MotoGP). Questioni di scelte strategiche, di opportunità (un turno in più, nel caso della Q1, potrebbe tornare utile per la messa a punto in vista della gara), a patto di sentirsi molto sicuri sull’esito del turno (solo i primi 4 accedono alle qualifiche finali). Fatto sta che non si sono visti fuochi d'artificio a fine turno. Valori rispettati? Non ancora. Luca Marini ha chiuso in sedicesima posizione, ma nel suo caso il giudizio è necessariamente sospeso perché nei test invernali era andato decisamente meglio. Difficile giudicare anche la prova complessiva delle KTM, soprattutto le ufficiali (solo ottavo Binder). Ma la decisione di abbandonare, per ora, il nuovo telaio provato nei test, potrebbe essere indice di una messa a punto ancora incerta.

La classifica combinata