Superbike, concessioni e limitazioni: il regolamento che può rallentare Alvaro Bautista

MotoGp

Rosario Triolo

Le prime tre gare della Superbike hanno messo in evidenza lo strapotere della Ducati. Ma chi fa davvero la differenza? La Panigale V4R o il talento di Bautista? Dorna, in ogni caso, adesso può intervenire per "livellare" le moto: ecco cosa dice il regolamento

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Ducati o Bautista? Chi fa la differenza in Superbike? È una domanda senza una risposta certa, ma di sicuro con delle conseguenze. Perché dopo i primi tre round, per regolamento, Dorna può intervenire limitando le prestazioni della Panigale V4R e aprendo a miglioramenti per le altre case.

Il funzionamento del meccanismo di livellamento delle moto è piuttosto complicato. Partiamo da un presupposto: la Ducati oggi è l’unica moto che supera i 15mila giri (e, per la verità, anche i 16mila). Il limitatore per ogni moto è stato stabilito prima dell’inizio del Mondiale, e solo la Bmw si avvicina ai 15mila (14950). Il secondo presupposto è che ogni limitazione può ridurre (o aumentare) di 250 giri per volta il massimo dei regimi. Quindi Ducati andrebbe a 16100. Una modifica che secondo i rivali non modificherebbe affatto il rendimento della moto, anche perché si ipotizza che a Borgo Panigale abbiano già fatto dei test con limitatore “abbassato” per prepararsi agli inevitabili cambiamenti.

Potrebbero quindi essere d’aiuto le concessioni per gli aggiornamenti del motore per le case svantaggiate? Sì e no. La classifica della “concession part” è stabilita dai podi delle gare, con esclusione delle Superpole races. Vengono dati tre punti per ogni vittoria, due per ogni secondo posto e uno per ogni terzo. Solo le case che accumulano almeno 9 punti di distacco da quella che ne ha di più hanno il diritto di aggiornare il motore, senza peraltro che siano apertamente specificati i componenti sui quali sia possibile intervenire. Pertanto, al momento, Kawasaki non avrà concessioni, mentre le avranno Honda, Bmw (pronta a presentare un motore completamente rinnovato da Imola) e Yamaha.

E quindi, da Assen, cosa possiamo aspettarci? Il cosiddetto “balance of performance”, l’insieme di tutti questi dettagli regolamentari, difficilmente avrà effetti concreti. Però questo non significa che Bautista vincerà con margine anche in Olanda. La pista di Assen si presta a un weekend ben più equilibrato, considerando che il rettilineo più lungo del circuito supera di poco i 500 metri. Non sarà facile arrestare il dominio del leader del Mondiale, ma la Kawasaki ha vinto tutte le gare disputate dal 2015 e Rea ne ha conquistate sei su sette. Per lui sarà l’occasione di dimostrare l’importanza del pilota e rispondere così alla domanda iniziale: chi fa la differenza in Superbike?

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