Alex De Angelis annuncia il ritiro: "C’è sempre un giorno per smettere. È arrivato"

LE MANS
Rosario Triolo

Rosario Triolo

©Getty

A 36 anni il sammarinese decide di fermarsi. Le ultime due gare a Le Mans, poi la tv e un futuro da team manager: "Si chiude una parentesi importante della mia vita, c'è sempre un giorno per smettere"

DE ANGELIS: "VOGLIO DEDICARMI AI GIOVANI PILOTI"

Lo abbiamo apprezzato in pista e anche come collega, a Sky, impegnato a svelarci i segreti dei box MotoGP, anche quando le saracinesche gli vengono abbassate in faccia per dribblare il suo occhio infallibile da pilota con grandi conoscenze tecniche, oltre che talento. E adesso, come in ogni storia, dobbiamo ricordare di lui una grande carriera, perché Alex De Angelis ha deciso di ritirarsi al termine della sua stagione 2020, che si concluderà con le due gare di MotoE a Le Mans.
 

Una carriera fatta di dodici pole position e quaranta podi, che raccontano molto della storia di Alex, ma non tutto. Per esempio, non dicono della lunga attesa per l’inno di San Marino sul primo gradino del podio, quello della vittoria, inseguito per 7 stagioni nonostante risultati da campione, un Mondiale perso contro Dani Pedrosa in 125cc e due contro Jorge Lorenzo in 250cc. Al livello dei top riders, sempre, fino all’arrivo al sogno, alla MotoGP, con i due quarti posti al debutto nel 2008 e l’indimenticabile podio di Indianapolis nel 2009, secondo alle spalle di Lorenzo con la Honda del Team Gresini.
 

Troppo frettolosamente, forse, Alex è stato lasciato andar via dalla MotoGP, per guidare così in Moto2. Ci è mancato poco, se l’è giocata anche contro Márquez, Iannone, chiudendo quarto il Mondiale 2011 vinto da Bradl e conquistando una vittoria a Phillip Island. Poi la nuova occasione in MotoGp, con le CRT. Moto di livello e prestazioni inferiori alle ufficiali, con cui però Alex ha sempre dato il massimo, fino a un incidente drammatico a Motegi 2015.
 

Nonostante tutto, dopo un recupero difficile, De Angelis ci ha riprovato, ha guidato in Superbike, si è tolto la soddisfazione di fare un podio anche lì, con un secondo posto in Germania nel 2016, e poi ha sperimentato la MotoE appena nata, con la sua ultima pole nel Gp di casa, il Gp di San Marino a Misano nel 2019.
 

Ora, però, a 36 anni è il momento di guardare avanti. Alex, oltre a quella di commentatore televisivo, ha cominciato un’altra nuova carriera. Quella del team manager insieme all’amico pilota Massimo Roccoli, con una struttura che non poteva che chiamarsi Roc’N’Dea. Sono partiti dal Civ, il campionato italiano, dove insieme seguono ragazzini a cui oltre che far da boss fanno anche da maestri in giornate da coach in pista. E l’obiettivo per Alex è quello di trovare in loro lo stesso fuoco che lo ha portato a un passo dalla gloria eterna del Mondiale, ma comunque nella storia del motociclismo, a sbagarrare per il titolo con Pedrosa e Lorenzo.

Le parole in conferenza stampa

“Arriva sempre il momento di smettere. Ecco, quel giorno è arrivato - ha esordito in conferenza a Le Mans -  Dire addio alle piste del Motomondiale, al paddock, ai miei colleghi e a tutto quello che è stato la mia casa per vent’anni non è assolutamente facile. Si chiude la parentesi più importante della mia vita. Vittorie, podi, gioie e dolori, ma soprattutto metà della mia vita spesa in giro per il mondo a tutta velocità".

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