MotoGP, le pagelle di metà stagione: Quartararo-Vinales, le due facce della Yamaha

MotoGp
Paolo Beltramo

Paolo Beltramo

Quartararo e la Yamaha sono stati i migliori di questa prima parte di stagione, mentre il discorso è molto diverso per Vinales. Da un lato il francese felice e vincente, dall'altro lo spagnolo  triste, sfiduciato, spesso impalpabile che ha dapprima cambiato per la terza volta il capotecnico e poi ha deciso di abbandonare il team a fine campionato. La MotoGP torna l'8 agosto con il GP della Stiria: tutto in diretta su Sky Sport MotoGP (canale 208)

Siamo sempre in cima al grafico delle lunghe (a mio avviso troppo) vacanze del Motomondiale, pronti ad imboccare la discesa verso l’ancora lontanuccia doppia gara (8/15 agosto) in Austria. In cima alla classifica, intanto, c'è la Yamaha Factory anche se il nostro "viaggio" nelle valutazioni di metà stagione è partito dalla Ducati. Ma ora tocca a loro, Quartararo e Vinales.
 

La moto è decisamente la migliore del lotto soprattutto se guidata da Fabio El Diablo Quartararo, 4 vittorie, due podi e testa della classifica con 34 punti su Zarco. È decisamente lui l’uomo da battere ed è la Yamaha ufficiale la moto più completa ed efficace. In modo molto differente dallo scoro anno quando andava benissimo soprattutto il team esterno Petronas, ma ne parleremo più avanti.
 

Quest’anno c’è il francese felice e vincente, che non pare soffrire per la pressione di essere la prima guida di Yamaha e c’è il Vinales triste, sfiduciato, spesso impalpabile che ha dapprima cambiato per la terza volta il capotecnico e poi ha deciso di abbandonare Yamaha a fine stagione rinunciando a un anno di contratto, una montagna di soldi e ad una moto competitiva. Bisogna dare atto a Vinales di essere stato coraggioso e determinato. Peccato perché aveva iniziato bene vincendo la prima gara in Qatar, sembrando un Vinales diverso, più determinato e solido. Invece… Eppure lo spagnolo ha talento, classe, esperienza, quando le cose vanno bene è semplicemente molto bello da veder guidare. Eppure non riesce ad aver costanza, ancora soffre la partenza e i duelli. Insomma un fenomeno incompleto che soffre molto l’ambiente.
 

La speranza è che questo inatteso posto libero possa essere preso nel 2022 magari da Morbidelli, o da Dovizioso che non sembra avere voglia di fare il pensionato. Vedremo, intanto Maverick sarebbe un ottimo colpo per Aprilia che cerca un top da affiancare ad Aleix Espargaro. A patto che si senta nel posto giusto con la gente giusta, altrimenti non funzionerebbe neppure lì.
 

In sostanza Quartararo e la Yamaha sono stati i migliori di questa prima parte di stagione senza ombre e dubbi. 9 ad entrambi, Vinales 4, ma sappiamo perché. In un inverno dove non si poteva toccare il motore alcune moto sono migliorate molto, segno che non c’è mai la moto perfetta e si può sempre progredire. Piccole cose, perfezionamenti, elettronica, marmitte, carburanti, oli, telai, sospensioni, forcelloni, distribuzione di pesi, aerodinamica…. possono aggiustare molti guai. Yamaha e non soltanto lei, ha fatto esattamente così mettendo in pista un mezzo buonissimo per Quartararo, teoricamente molto buono per Vinales, non adatto per Rossi e oramai vetusto per Morbidelli. Per il momento, però, tutto sembra funzionare anche se avere una sola punta può essere un rischio. Vedremo. L’hanno fatto in molti di puntare soprattutto su un pilota ed è andata spesso bene, anche se per Yamaha si è trattato di una sorpresa di metà stagione sapere di aver perso il secondo top.

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