MotoGP Algarve, Pecco Bagnaia: "Ora sono consapevole di essere davvero forte"

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Una vittoria ottenuta dominando per tutto il weekend quella del pilota Ducati a Portimao: "Mi sarebbe piaciuto finire con la bandiera a scacchi - ha spiegato dopo l'arrivo - ma va bene così. Nell'ultimo periodo son diventato consapevole di essere davvero forte, e anche la moto mi è venuta incontro. Sono carico in vista del prossimo anno"

DUCATI VINCE IL MONDIALE COSTRUTTORI

Pecco Bagnaia a Portimao ha centrato la terza vittoria in MotoGP in carriera, realizzando il grande slam: pole, giro veloce e tutta la gara in testa per il pilota Ducati. La scuderia di Borgo Panigale grazie ai suoi punti e a quelli di Miller (e alla pessima giornata delle Yamaha), ha conquistato il mondiale costruttori con una gara di anticipo. Un weekend perfetto, come è emerso chiaramente dalle parole di Bagnaia dopo l'arrivo. "Sono davvero contentissimo - ha raccontato ai microfoni di Sky Sport -. Prima di tutto sono contento che la bandiera rossa non ci sia stata per un motivo grave, infatti prima di festeggiare ho voluto controllare che fosse tutto a posto. Mi sarebbe piaciuto finire con la bandiera a scacchi, ma è comunque una vittoria e va bene così. E’ stato un weekend incredibile, mi sono goduto ogni singola sessione perché da subito con la moto mi sono trovato benissimo. Era tutto perfetto, sono davvero felice".

 

E’ sta la tua vittoria dell’orgoglio, dopo quanto successo a Misano?

"Questo weekend è stato quello in cui mi sono sentito più forte quest’anno. A Misano mi sentivo molto forte, però Quartararo era più vicino. Invece questa volta da subito mi son sentito bene, veniva tutto facile. Ho spinto tutti i giri perché volevo andarmene via il più possibile. E ho cercato di non mollare neanche un attimo. A Misano avevo fatto un errore a quattro giri dalla fine e questa volta non me lo potevo permettere. Ho fatto il possibile, ho spinto come a Misano ma questa volta è andato tutto per il meglio".

 

Qual è la cosa più importante che hai imparato quest’anno, che ti ha permesso di fare il salto di qualità?

"Secondo me la consapevolezza di essere davvero forti. Dopo che fai due stagioni come le mie prime due stagioni in MotoGP non è una cosa che ti viene naturale. Ci sono riuscito adesso, nell’ultimo periodo. E questo mi dà una grandissima carica e che mi aiuta tantissimo, anche in vista del prossimo anno".

 

La tua Ducati è una moto che va bene così com’è, sulla quale c’è da toccare poco. O ogni volta è una ricostruzione nella quale tu e il tuo team fate la differenza?

"Questo weekend siamo partiti con la moto di Misano e quella usata qui ad aprile. Ho fatto un turno di libere con una e uno con l’altra e poi ho deciso di proseguire con quella di aprile. Abbiamo fatto un po’ un mix con la nostra moto solita, ed è stato lo step in avanti che abbiamo fatto rispetto al precedente GP corso qui".

 

La Ducati si sta adattando al tuo stile, ti sta venendo incontro?

"Abbiam fatto un lavoro incredibile dall’anno scorso a quest’anno e soprattutto quest’anno. Abbiamo adattato la moto alle mie esigenze e non è una cosa facile, soprattutto quando hai delle linee guide, come potevamo avere l’anno scorso. Quest’anno secondo me la Ducati ha aperto un po’ la mente, e sicuramente anche io ho adattato la staccata a questa moto, perché in Moto2 frenavo in modo molto diverso. Ora riesco a essere molto incisivo in frenata, però con l’ingresso in curva e la percorrenza che arrivano dal mio stile di guida. Dobbiamo continuare così, perché è un’ottima base di partenza per il prossimo anno. Così tutti gli ingegneri possono avere un altro punto di vista, un altro tipo di guida, rispetto a quello che c’era in passato".

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