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Rivola: "Martin non ci sarà neanche in Argentina, non vogliamo correre rischi"

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L'amministratore delegato Aprilia Racing ha fatto il punto sulle condizioni del campione del mondo: "Non correrà neanche in Argentina, le condizioni della sua mano sinistra non sono buone al momento. L'operazione è andata bene ma non dobbiamo pensare al suo ritorno: rientrerà solo quando sarà in piena forma. Chiaramente è giù di morale, ma è un combattente"

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"Martin non correrà neanche in Argentina". Così Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia Racing, nel giovedì di Buriram con il primo weekend del motomondiale alle porte. Il campione del mondo, la cui stagione era già iniziata in salita dopo alcune fratture a mano e piede rimediate durante il primo giorno di test a Sepang, ha subito un altro infortunio allenandosi ad Andorra su una moto da supermotard che gli impedirà di prendere parte (almeno) ai primi due GP stagionali. "Quando ci aspettiamo di rivederlo in pista? Anche per noi è la domanda principale, ma sicuramente salterà anche la prossima gara visto che le condizioni della sua mano sinistra non sono buone. Come confermato dai dottori, l'operazione è andata bene e questo ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo, ma non dobbiamo pensare al suo ritorno. Jorge tornerà solo quando sarà in piena forma, non vogliamo prendere alcun rischio né fare gli errori commessi in passato". 

"Jorge ora è giù di morale, ma è un combattente"

Ancora Rivola sul campione del mondo in carica: "Chiaramente oggi è giù di morale, però è un combattente. Sono sicuro che sta pensando di correre domani guidando con i denti, ma è il momento che si prenda il suo tempo e non commetta errori. Penseremo al campionato in futuro, ora la priorità è la sua salute: preferisco perdere punti ma avere Jorge al 100% quando tornerà". In chiusura una battuta sull'allenamento che stava svolgendo Martin: "Non sto pensando ai piloti di vietare di allenarsi su certi tipi di moto perché loro sanno meglio di noi i loro limiti. Jorge mi aveva detto di questo test nella giornata di lunedì, prima di partire per la Thailandia martedì, che serviva solo per verificare la mobilità della mano operata e le condizioni del piede. Era uno 'shakedown' del suo corpo, ne aveva bisogno prima di salire su una MotoGP. Non mi pento di avergli dato il permesso di fare questo test". A questo punto bisognerà capire se lo spagnolo riuscirà a esserci nel weekend del 28-30 marzo per il terzo GP della stagione sul circuito di Austin

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