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14 luglio 2018

Mercato NBA, Jimmy Butler rifiuta l’estensione da 100 milioni con i Minnesota Timberwolves

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Come rivelato dal proprietario Glen Taylor, la stella dei T'Wolves ha rifiutato un'estensione di contratto da 100 milioni. Una decisione ampiamente prevista, visto che da free agent potrà guadagnare molti più soldi rispetto alla firma immediata, ma che apre un altro quesito: Butler vuole rimanere in Minnesota a lungo?

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Non capita tutti i giorni che un giocatore vicino ai 30 anni rifiuti un’offerta in tripla cifra, e per questo è inevitabile che faccia notizia: Jimmy Butler ha declinato la proposta da 100 milioni di dollari in 4 anni fatta dai Minnesota Timberwolves per estendere il suo contratto in scadenza nel 2019, e quindi nella prossima estate sarà free agent. “Gli abbiamo offerto un’estensione, e anche se ci hanno risposto di aver apprezzato l’offerta e che abbiamo fatto tutti i passi giusti, l’hanno declinata” ha raccontato Glen Taylor, proprietario dei T’Wolves. “Ci hanno detto ‘Apprezziamo molto lo sforzo, ma la cosa migliore per noi è aspettare il prossimo anno quando potremo avere un contratto migliore’”. In effetti la risposta negativa da parte di Butler era largamente attesa: per le regole della NBA, infatti, le estensioni di contratto si basano sull’ultimo anno del contratto in corso, che era stato firmato da Butler con i Chicago Bulls nel 2015 per 90 milioni di dollari complessivi e nella prossima stagione gli varrà 20 milioni. Sulla base di quell’ultimo anno l’estensione di Butler sarebbe quindi arrivata al massimo a 110 milioni su quattro anni, ma è facile capire perché abbia rifiutato quella cifra (che peraltro i T’Wolves non avevano neanche offerto completamente, provando a risparmiare 10 milioni) non appena si fanno i conti su quanto potrà guadagnare da free agent. Presentandosi nel mercato del 2019, dove sarà uno dei nomi più importanti disponibili, potrà guadagnare fino a 190 milioni di dollari in cinque anni rifirmando con Minnesota oppure fino a 141 in quattro anni con una qualsiasi altra squadra. Insomma, dal punto di vista finanziario non aveva alcun senso accettare l’offerta dei T’Wolves a meno di non temere per le condizioni del proprio fisico, visto che negli ultimi anni ha dato qualche segno di cedimento. Il clan di Butler è però convinto che valga la pena correre questo rischio, anche perché la differenza in termini di milioni tra un’estensione e un nuovo contratto è decisamente sostanziosa.

A un anno dalla free agency: Minnesota aspetta oppure cede?

La vera domanda, piuttosto, è se Jimmy Butler voglia ancora far parte dei Minnesota Timberwolves. La sua prima stagione alla corte di Tom Thibodeau non è andata esattamente come sperato e i malumori nei confronti dei suoi compagni più giovani, specificatamente Andrew Wiggins e Karl-Anthony Towns, si susseguono ormai da tempo. La voce che stia organizzando il suo futuro per giocare nella Eastern Conference insieme a Kyrie Irving, suo grande amico e compagno alle Olimpiadi del 2016 a Rio, fa il paio con la decisione di non estendere subito il contratto con i T’Wolves, che ora si trovano davanti a un bivio: finire la stagione con Butler e giocarsi le proprie chance nella prossima estate, oppure cederlo alla deadline se le cose non dovessero funzionare per il meglio o se i chiari di luna non fossero favorevoli per una firma nel 2019. In entrambi i casi, la situazione di Butler è già una delle più interessanti in tutta la NBA.

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