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14 novembre 2018

NBA, risultati della notte: 4° ko in fila per Denver, Warriors ok senza Curry e Green

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James Harden guida gli Houston Rockets al successo sul campo di Denver che dopo una partenza 9-1 incassa il 4° ko consecutivo. Il peggior Kemba Walker di stagione condanna Charlotte a Cleveland, a Golden State bastano Durant e Thompson per battere Atlanta

TUTTI GLI HIGHLIGHTS DELLA NOTTE

Denver Nuggets-Houston Rockets 99-109

Denver non vince più. Contro Houston arriva la quarta sconfitta consecutive dei Nuggets (l’ottava in fila contro la squadra texana) dopo un avvio di campionato che li ha visti vincere 9 delle prime 10 partite in calendario. Il  break decisivo della gara arriva nel terzo quarto, che i Rockets iniziano sotto di 1 e terminano invece avanti di 10 (86-76) sfiorando il 65% al tiro. La differenza la fa James Harden., che nel secondo tempo segna 19 dei suo 22 punti complessivi (ma con solo 2/10 da tre), cui aggiunge anche 11 assist, molti dei quali mandano a segnare un Clint Capela da 11/15 al tiro, 24 punti e 9 rimbalzi. È il n°13 di Houston a dare la spallata decisiva all’incontro nel quarto quarto, quando Denver si riporta a -4 su un canestro di Jamal Murray: Harden reagisce segnando 11 punti in fila e portando i suoi a un vantaggio di +13 che i padroni di casa non sanno più colmare. Houston termina la gara tirando il 55% dal campo e oltre il 35% da tre punti (13/37, con dodici tentativi in più degli avversari), mandando tutto il quintetto base in doppia cifra, con 21 di un ottimo Chris Paul, 16 di James Ennis III e 12 di P.J. Tucker (ne segna 11 dalla panchina anche Eric Gordon). Per Denver invece qualcosa non gira al massimo se il miglior marcatore di serata è il pur ottimo Monte Morris dalla panchina, autore di 19 punti e 6 assist con 7/11 al tiro. Nikola Jokic si ferma a 3 assist dalla tripla doppia (14 con 12 rimbalzi e 7 assist per lui), mentre Jamal Murray e Gary Harris contribuiscono con 15 punti a testa. Tre delle cinque sconfitte stagionali di Denver sono arrivate sul parquet di casa, così come invece cinque dei sei successi di Houston – sempre senza Carmelo Anthony – sono stati ottenuti in trasferta.

Golden State Warriors-Atlanta Hawks 110-103

I campioni NBA in carica devono ancora fare a meno di Steph Curry e contro Atlanta manca anche Draymond Green, sospeso dall’organizzazione per una partita a seguito dell’acceso litigio avuto con Kevin Durant in seguito alla sconfitta contro i Clippers. E proprio l’MVP delle ultime due finali NBA è il giocatore a cui si affidano gli Warriors per aver la meglio degli Hawks in una gara che li vede chiudere all’inseguimento il primo tempo (52-49 per gli ospiti) ma che indirizzano in maniera decisiva con un parziale di 17-2 nel terzo quarto. Durant chiude la partita come miglior marcatore a quota 29 mettendo la firma anche su alcuni canestri decisivi nel quarto quarto quando Atlanta è ancora attaccata alla partita, rifiutandosi fino alla fine di uscire sconfitta dalla Oracle Arena. In quintetto al posto di Green, Jonas Jerebko è protagonista di un’ottima partita, che lo vede in doppia doppia (la sua prima in maglia Warriors, con 14 punti e 13 rimbalzi) e il migliore di squadra per plus/minus (un ottimo +23 in 24 minuti). Dopo il tumultuoso ko contro L.A., Steve Kerr ha risposte positive sia dall’altro leader di squadra Klay Thompson, che chiude con 24 punti e 8/19 al tiro, ma anche da Quinn Cook, autore di 18 punti. Per Atlanta il migliore è Taurean Prince, che non solo deve occuparsi di Durant in difesa ma trova il modo di mettere a referto 22 punti in attacco, con un ottimo 8/14 al tiro; gli Hawks hanno 18 punti anche da Kent Bazemore e tre altri giocatori in doppia cifra dalla panchina, ma gli manca il contributo di Trae Young, con la matricola tenuta a soli 4 punti con 2/12 al tiro e 0/5 da tre.

Cleveland Cavaliers-Charlotte Hornets 113-89

La seconda vittoria stagionale di Cleveland (la prima nel mese di novembre) coincide con la peggior prestazione stagionale di Kemba Walker: l’All-Star degli Hornets, terzo miglior marcatore della lega in questo inizio di stagione con quasi 28 punti a sera, incappa in una serataccia da 2/16 al tiro per soli 7 punti (minimo stagionale) e vede solo due suoi compagni raggiungere la doppia cifra, il top scorer di squadra Jeremy Lamb che chiude a quota 22 e Nicolas Batum a 11. Per il resto la serata appartiene ai Cleveland Cavs, che pur dovendo fare a meno di Kevin Love (operato al piede), George Hill, Sam Dekker, Cedi Osman e Kyle Korver, tirano quasi il 53% dal campo e fanno ancora meglio da tre punti (13/24, 54.2%). Due i protagonisti in casa Cavs: Jordan Clarkson, autore di 24 punti con 9/15 al tiro dalla panchina, e Tristan Thompson che segna 11 punti ma soprattutto eguaglia il suo massimo in carriera per rimbalzi catturandone la bellezza di 21, di cui 8 offensivi (dice 60-37 il dominio sotto i tabelloni dei padroni di casa). Un primo quarto da 38-23 decide già sostanzialmente l’incontro, perché Cleveland amministra il vantaggio – sempre in doppia cifra – per tutto il resto della gara, portando il gap tra le due squadre anche a +25 nel quarto quarto. Per i Cavs si tratta del primo successo dopo 5 ko, arrivato anche grazie ai 16 punti di Rodney Hood e del rookie Collins Sexton e ai 18 dalla panchina di David Nwaba.

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