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NBA, risultati della notte: Toronto crolla a Orlando e perde il 1° posto, disastro Minnesota con Atlanta

NBA

I Raptors perdono malamente a Orlando, lasciando il primo posto ai Milwaukee Bucks. Sconfitta al supplementare per Minnesota in casa con Atlanta, complice una terribile serata ai liberi. Washington perde anche contro Chicago, Westbrook ne fa 40 contro Phoenix. Vittorie interne per Charlotte, Indiana e Miami

TUTTI GLI HIGHLIGHTS DELLA NOTTE

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Orlando Magic-Toronto Raptors 116-87

La regular season NBA è un animale strano. Può capitare infatti che la squadra con il miglior record della lega si presenti sul campo di una che sta attraversando un momento fortemente negativo con quattro sconfitte in fila, e che ne esca con una sconfitta di 19 punti di scarto dopo essere stata anche di 31. E dire che i Raptors avevano anche cominciato la gara con un parziale di 19-9, prima di sparire completamente dal campo: da lì in poi i Magic hanno messo assieme un mega parziale di 51-16 nel giro di sedici minuti, toccando il massimo vantaggio sul finire del terzo quarto e controllando il resto della gara. Merito soprattutto di Nikola Vucevic, autore di una prestazione da 30 punti, 20 rimbalzi e 8 assist come sono riusciti solo altri otto giocatori dal 1974 a oggi (Barkley, Cousins, Jabbar, McGinnis, Lee, Duncan, Nowitzki e English). Insieme a lui altri quattro giocatori in doppia cifra tra cui D.J. Augustin con 17, mentre per Toronto il solito Kawhi Leonard ha chiuso con 21 (ma con 7/19 al tiro) e Serge Ibaka con 17+8. Nonostante questa sconfitta abbia fatto perdere loro il primo posto a Est, sopravanzati di qualche punto decimale dai Milwaukee Bucks, che devono recuperare due vittorie ma hanno anche una sconfitta in meno. "È una lega di uomini adulti: serate del genere succedono, non è niente di nuovo" ha sdrammatizzato però Fred VanVleet commentando una prestazione dotto al 30% dal campo. "Non siamo la prima squadra a perdere partite del genere".

Minnesota Timberwolves-Atlanta Hawks 120-123 OT

La Western Conference è ancora abbastanza aperta da non far ritenere i Timberwolves del tutto fuori dalla lotta playoff, visto che l’ottavo posto è distante solo tre partite. Ma di sicuro se vogliono rientrare nella corsa non possono permettersi di perdere in casa contro gli Atlanta Hawks, per di più finendo sotto di 22 punti nel corso del secondo quarto prima di dare vita a una furiosa rimonta. Ancora peggio di finire sotto con uno scarto del genere, però, è riportarsi avanti e poi farsi rimontare a propria volta: la squadra di coach Thibodeau aveva toccato il massimo vantaggio sul +9 durante l’ultimo quarto, ma si è fatta riprendere commettendo un errore dietro l’altro, in una partita in cui gli avversari hanno pareggiato il loro massimo stagionale da 24 palle perse. Una partita all’insegna degli errori, con il dato più pesante di tutti che riguarda i liberi sbagliati dai padroni di casa, che hanno fallito ben 17 dei 38 viaggi in lunetta accumulati, tra cui un Andrew Wiggins da 5/12 e fischiato dai propri tifosi, visto che metterne anche solo uno in più di dei tre procuratosi nel finale di gara avrebbe fatto la differenza (Minnesota ha chiuso con 7/17 tra ultimo quarto e overtime). Invece a fare la differenza sono stati i due rookie di Atlanta, Trae Young e Kevin Huerter, che con due triple fondamentali negli ultimi minuti del supplementare hanno sostenuto un quintetto tutto in doppia cifra, con 23 punti di Kent Bazemore, 21+10 di John Collins e 19+13 di Dewayne Dedmon. In casa T’Wolves invece non sono bastati i 31 con 19 rimbalzi di Karl-Anthony Towns (che ha sulla coscienza un 10/15 dalla lunetta), i 28 di Robert Covington e i 25 con 9 assist di Derrick Rose, infortunatosi alla caviglia nell'ultima azione dell'overtime.

Washington Wizards-Chicago Bulls 92-101

Se i T’Wolves vorrebbero rientrare nella corsa playoff ma non riescono, gli Wizards sembrano non volerlo proprio. Una squadra del genere dovrebbe riuscire a vincere anche senza poter contare su John Wall, fermato dal solito sperone osseo nel tallone sinistro (per il quale vedrà uno specialista), specialmente contro una squadra che ha toccato quota 100 punti solamente due volte nelle ultime dieci partite. Stanotte i Bulls ci sono riusciti grazie al ritorno di Zach LaVine, che ha segnato 24 punti in 29 minuti prendendo fuoco nel secondo tempo, dopo aver tirato solo tre volte nel primo. Insieme a lui ci sono le doppie doppie di Wendell Carter Jr. (17+13) e Lauri Markkanen (14+14), raccogliendo la quinta vittoria nelle dodici partite finora allenate dal contestato allenatore Jim Boylen, che se non altro sembra aver trovato il modo di far giocare questa squadra, che per la prima volta in stagione ha potuto schierare LaVine, Markkanen e Kris Dunn insieme. Per gli Wizards c’è davvero poco altro oltre i 34 punti di Bradley Beal, che nonostante il record sia un tristissimo 13-23, non ha intenzione di darsi per vinto: “Non dirò mai che la stagione è finita, e neanche lo penserò o ci crederò mai. Il mio obiettivo è fare in modo di uscire da questa buca, e ci riusciremo”. Conviene però fare in fretta, perché l’ottavo posto è ormai distante quattro partite e mezzo.

Charlotte Hornets-Brooklyn Nets 100-87

Solamente due sere fa Hornets e Nets hanno dato vita a una partita pazza finita solo al secondo overtime. Questa volta sono bastati i canonici 48 minuti, anche perché Tony Parker ha fatto in modo di chiudere la pratica nei tempi prestabiliti, con il francese che ha segnato 17 dei suoi 19 punti negli ultimi 6:41 di gara mandando a segno 8 dei 10 tiri tentati. E dire che coach Borrego, vedendolo stanco, aveva pensato di toglierlo dal campo a 8 minuti e mezzo dalla fine, ricevendone però un’occhiataccia dal veterano che si è fatto rimettere in campo appena possibile, dicendogli “Non puoi preservarmi per i playoff se prima non ci assicuriamo di andarci”. La combinazione della sua esperienza con la prolificità di Kemba Walker (29 punti con 7 triple ha segno) ha spezzato la resistenza di Brooklyn, che era rimasta in partita nonostante il parziale iniziale da 35-17 degli avversari. Per i Nets l’unico titolare in doppia cifra è stato D’Angelo Russell con 33, seguito dai 15 dalla panchina di DeMarre Carroll e gli 11 di Shabazz Napier, mentre Spencer Dinwiddie — autore di 37 punti solo l’altra sera — ha chiuso con 1/7 al tiro con una sola tripla a bersaglio, con i Nets che hanno tirato 4/27 dalla lunga distanza.

Indiana Pacers-Detroit Pistons 125-88

Il primo turno di playoff della Eastern Conference, tolta la serie tra testa di serie numero 4 e 5, non promette di essere particolarmente equilibrato. Se quella vista a Indianapolis è la distanza che intercorre tra la terza forza e l’ottava, infatti, c’è ben poca competizione tra la parte alta e quella bassa della conference: i Pacers sono passati sopra ai Detroit Pistons rifilando loro 37 punti di scarto, senza avere bisogno né di un giocatore in doppia cifra e neanche del miglior Victor Oladipo possibile. L’All-Star di Indiana infatti ha chiuso con 7 punti e ha più che altro osservato i suoi compagni distruggere gli avversari, che con questo successo diventano la squadra con il miglior record di tutta la lega a dicembre (11-3). Merito della doppia doppia di Domantas Sabonis (19+12), dei 19 di Darren Collison e dei 17 a testa di Myles Turner e Thaddeus Young, oltre ad altri tre giocatori in doppia cifra per una vittoria mai in discussione fin dal primo minuto. Sono solo tre i giocatori sopra quota 10 per i Pistons (Griffin 18, Drummond 12+12 e Bullock 13), usciti in campo in maniera piattissima tanto da portare coach Casey a scusarsi con i suoi tifosi: "È stata una delle peggiori prestazioni della stagione: dobbiamo avere più orgoglio rispetto a quello che abbiamo mostrato stasera".

Miami Heat-Cleveland Cavaliers 118-94

C’è stato un periodo, specialmente nel suo anno da rookie, in cui Justise Winslow chiudeva le partite giocando da centro. Ora, dopo due stagioni in chiaro-scuro, coach Spoelstra sembra aver trovato il modo di farlo funzionare cambiando completamente la sua impostazione e mettendogli la palla in mano come playmaker. Complice l’infortunio di Goran Dragic, il prodotto di Duke si sta rivelando un portatore di palla di grande spessore, chiudendo la terza partita sopra quota 20 con 24 punti, 11 rimbalzi e 7 assist, meritandosi gli elogi dei due leader dei Miami Heat — quello in panchina, Erik Spoelstra (“Ha costruito un solidissimo gioco palla a terra ed è incoraggiante sui due lati del campo: voi vedere i numeri, ma non voglio che siano quelli a definire l’impatto che sta avendo”) e quello nello spogliatoio, Dwyane Wade (“Il gioco sta rallentando davanti ai suoi occhi, ed è spaventoso quanto possa essere forte”). Insieme a lui ci sono i 18 punti di Bam Adebayo, i 16 di Josh Richardson e altri quattro giocatori in doppia cifra per la sesta vittoria nelle ultime sette per gli Heat, mentre i Cavs sono arrivati alla quinta sconfitta in fila nonostante i 18 di Jordan Clarkson. 

Phoenix Suns-Oklahoma City Thunder 102-118

Alla prima partita stagionale senza Paul George fermato da una contusione al quadricipite, Russell Westbrook è tornato a fare il Russell Westbrook, caricandosi sulle spalle gli interi Oklahoma City Thunder. Dopo tre quarti di sofferenza chiusi dai Phoenix Suns sul +3, l’MVP del 2017 si è messo in proprio segnando 15 dei suoi 40 punti negli ultimi sei minuti e mezzo di gara, decisivo insieme a Dennis Schröder (14 punti su 20 nell’ultimo quarto) per propiziare una frazione finale da 37-18 per i Thunder. Da segnalare anche il massimo in carriera di Abdel Nader con 18 punti, il cui prezioso contributo dalla panchina è servito a tenere in piedi la squadra prima dell’accelerazione data da Schröder e Westbrook, rendendo inutili i 25 punti con 10 assist di Devin Booker, accompagnato dai 19 di T.J. Warren e i 16 di Deandre Ayton. “Questa partita potevamo vincerla, ce la siamo fatta scappare” ha detto Booker dopo la gara. "Loro sono una squadra che si conosce da tempo e sa cosa serve per chiudere una gara. Noi lo stiamo ancora imparando".