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NBA, Gallinari va ko (schiena), Cousins festeggia l'esordio con 14 punti e vittoria

NBA

L'azzurro è costretto ad abbandonare la sfida dopo soli 8 minuti per problemi alla schiena: i Clippers vanno incontro alla 5° sconfitta in fila contro gli Warriors esaltati dal ritorno in campo di DeMarcus Cousins, che manda a segno tre triple in 15 minuti. Per Curry&Durant 52 punti in coppia: per Golden State è il 7° successo consecutivo

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L.A. Clippers-Golden State Warriors 94-112

È la partita dell’attesissimo ritorno in campo di DeMarcus Cousins in casa Warriors, ma sono i Clippers a dover fare a meno di due pezzi importanti della loro rotazione: non c’è dall’inizio il miglior realizzatore dalla panchina di tutta la NBA, Lou Williams, mentre dopo soli 8 minuti del primo quarto (e un inusuale 0/3 dal campo e 1/2 dalla lunetta) L.A. perde anche Danilo Gallinari, fermato da dolori alla schiena. L’azzurro deve lasciare il campo e non ritornerà, per cui il suo partner-in-crime nel frontcourt di coach Rivers si mette subito al lavoro segnando 13 veloci punti nei primi dodici minuti per mantenere in partita i padroni di casa, sotto di 3 al primo mini-break contro Golden State, che ha 10 punti da Kevin Durant e 8 da Steph Curry ma soprattutto tira oltre il 57% dal campo contro il 38% dei Clippers. Tobias Harris però è caldo anche nel secondo quarto, arriva a 20 punti già all’intervallo ed è spalleggiato ottimamente dal rookie Shai Gilgeous-Alexander che dopo lo 0/4 del primo quarto ha già all’attivo 12 punti dopo i primi due quarti, punti che mantengono in gara L.A., sotto solo di uno al riposo lungo. Nel terzo quarto però si scatenano gli Warriors (17-4 per aprire in apertura di secondo tempo) e si scatena di nuovo Steph Curry. Dopo che nell’ultima gara contro New Orleans era esploso per 23 punti, ne mette 14 anche contro i Clippers, portando il suo totale di serata a 28 in un bel duello con Gilgeous-Alexander, che dimostra carattere e garra rispondendo colpo su colpo a Curry e chiudendo la terza frazione con 29 punti. Golden State però allunga sul +9, 81-72, nonostante le mani dal perimetro rimangano particolarmente fredde, solo 5/29 da tre prima degli ultimi 12 minuti. È proprio dall’arco però che arriva la spallata definitiva all’incontro – e la firma il giocatore più atteso alla vigilia. L’ultimo quarto infatti inizia con due triple consecutive di DeMarcus Cousins (abbandonato in totale solitudine da Boban Marjanovic, che non esce a 7 metri e mezzo dal canestro): conclude con 3/4 dall’arco l’ex Kings e Pelicans, una prospettiva spaventosa per gli avversari degli Warriors, ma dopo pochi minuti commette il suo sesto fallo e va a sedersi in panchina tra gli high five dei suoi compagni, felici della prima apparizione sul parquet del loro nuovo compagno, chiusa con 14 punti in 15 minuti e 5/11 al tiro, con anche 6 rimbalzi e 3 assist. Sono proprio le due triple di Cousins ad aprire in due la partita, con gli Warriors che costruiscono un margine di una ventina di punti che sono poi capaci di amministrare senza troppi problemi fino a fine gara, chiusa 112-94, condannando L.A. alla quinta sconfitta consecutiva, serie negativa che nella tremenda Western Conference significa precipitare fuori dai playoff playoff, superati da Utah e anche dai cugini dei Lakers. Tra i padroni di casa il migliore è Tobias Harris che chiude con 28 punti e 9 rimbalzi, mentre sono 24 quelli di Gilgeous-Alexander, gli unici due giocatori in doppia cifra per Doc Rivers. La settima vittoria in fila degli Warriors invece ha la firma di Curry (28) e Durant (24) ma un dato spicca più di tutti: di fronte ai 31 assist di Golden State, L.A. si ferma a 11 (-20), fotografia perfetta del divario delle due squadre in questa serata. Per i campioni in carica ora si apre un giro di trasferte che li vede attesi sempre a Los Angeles nella sfida contro i Lakers e poi a Washington, Boston e Indianapolis.

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