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NBA, San Antonio Spurs, che colpo! Denver perde la prima in casa

NBA

Gli Spurs controllano la sfida per oltre 40 minuti, sempre in vantaggio e abili nel finale a sfruttare gli errori d'inesperienza degli avversari. Otto punti in uscita dalla panchina per Belinelli, tripla doppia per Nikola Jokic all'esordio ai playoff

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L’esperienza, ai playoff, fa tutta la differenza del mondo. Spesso anche più del talento, dell’atletismo e dei tantissimi aspetti che rendono più ricco e perfomante un roster. Per quello a San Antonio sapevano bene di avere delle possibilità di giocarsi la serie contro Denver, nonostante in regular season i valori e le distanze fossero abbastanza marcate. Quando si scende sul parquet nella post-season infatti, si fanno i conti con le mani che tremano più del solito e con un canestro che spesso sembra restringere il suo raggio. Ed è quello che in parte è accaduto ai Nuggets, tenuti a bada da San Antonio in una partita sapientemente controllata al Pepsi Center: dopo il breve vantaggio iniziale nel primo quarto, Denver è stata costretta a inseguire per tutti i 40 minuti restanti, senza lasciare agli Spurs grande margine – 12 le lunghezze massime di vantaggio. Sembra, come poi è accaduto, il preludio a un finale punto a punto in cui sarebbe arrivato il momento per Denver di rimettere il naso avanti. Ai padroni di casa però, è sempre mancato qualcosa, tanto da arrivare fino al -1 a 50 secondi dalla sirena e infrangersi contro gli errori di uno dei suoi leader. Jamal Murray infatti prima forza malamente una conclusione che finisce a un metro di distanza dal bersaglio, per poi costruirsi dal palleggio un tiro aperto dai cinque metri che va a infrangersi sul ferro. Una buona conclusione, con spazio, da prendere. L’ennesima conferma di come la NBA sia sempre più una Lega in cui, arrivati a un certo punto della stagione, non si va più tanto per il sottile: devi segnare, altrimenti perdi. Una dura lezione che Jamal Murray ha appreso nella sua gara d’esordio, chiusa con 17 punti arrivati con ben 24 conclusioni. Nessun bersaglio dalla lunga distanza, in una serata per Denver da 6/28 dall’arco: tanti tiri poca resa, a differenza degli Spurs che con soli 15 tentativi segnano sette triple nei momenti più importanti del match. L’esperienza conta soprattutto in questi casi.

Jokic, non basta la tripla doppia all'esordio ai playoff

Alla sirena finale, a fare i conti della serva guardando il tabellino ci si rende conto di come San Antonio sia riuscita a conquistare il successo grazie a un diffuso contributo di squadra. Il miglior realizzatore è DeMar DeRozan con 18 punti, 12 rimbalzi e sei assist, ma sono in cinque a chiudere oltre quota 14. Per Marco Belinelli 17 minuti sul parquet – quasi tutti nel primo tempo – chiusi con otto punti, 3/9 al tiro, +8 di plus/minus e un paio di giocate d’esperienza applaudite da Popovich e da tutti i suoi compagni. Il ruolo del n°18 azzurro è quello: garantire solidità, minuti di livello e magari anche qualche canestro pesante. Dall’altra parte invece Nikola Jokic nonostante l’inesperienza, non si è lasciato intimorire dal palcoscenico e dagli avversari: per il lungo serbo sono dieci punti (con 4/9 al tiro, opzione poco esplorata per scelta), 14 rimbalzi e 14 assist – visioni che hanno tenuto a contatto Denver fino al rush conclusivo. Tripla doppia all’esordio ai playoff, la quarta nella storia dei Nuggets (le altre tre tutte messe a referto da Fat Lever). Una serata insomma nel suo piccolo da record, che non è servita però a dare il giusto stimolo alla corsa nella post-season dei Nuggets.

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