Playoff NBA, Houston-Golden State Gara-3 126-121 OT: i Rockets accorciano sul 2-1

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Partita intensissima al Toyota Center: a spuntarla dopo un tempo supplementare sono gli Houston Rockets guidati dai 41 punti di un decisivo James Harden e dai 30 di Eric Gordon. A Golden State non basta uno straordinario Kevin Durant da 46 punti e un quintetto tutto in doppia cifra

IL CLAMOROSO ERRORE DI STEPH CURRY

GORDON-TUCKER, I PROTAGONISTI DI HOUSTON

LEBRON E IL RETROSCENA DELL'ADDIO DI MAGIC

VIDEO.TUTTI GLI HIGHLIGHTS

Houston Rockets-Golden State Warriors 126-121 OT

Se c’è un modo in cui doveva concludersi la stagione degli Houston Rockets, era un isolamento in punta di James Harden seguito da un suo step-back da tre punti. È stata la giocata chiave di tutta l’annata dei texani e lo è stata anche questa notte in gara-3 contro i Golden State Warriors, con il Barba che è riuscito a mandare a segno il suo caratteristico tiro a 49 secondi dalla fine, portando i suoi da +3 a +6. Dopo tre tiri liberi mandati a segno di Kevin Durant, Harden ha poi segnato un altro floater in avvicinamento (l’altro tiro chiave della sua stagione), mentre Steph Curry tutto solo ha sbagliato la schiacciata del possibile -3 che di fatto ha chiuso il supplementare. Rockets e Warriors hanno dato vita a una partita intensissima e tesissima, che i texani hanno controllato per gran parte dei due quarti centrali prima di essere tramortiti da 10 punti in fila di Kevin Durant nei primi due minuti dell’ultimo quarto. Da lì in poi ne è nata una frazione piena di avvicendamenti nella guida del punteggio e di tensione più che di grandi giocate, con le due squadre che hanno sbagliato nove delle ultime dieci conclusioni (unico a segno Andre Iguodala da tre punti) fino all’ultimo possesso, con Chris Paul costretto a una palla a due da Klay Thompson a 1.5 secondi dalla fine. La contesta vinta dal numero 3 di Houston ha visto il pallone finire lontano dai compagni mentre il cronometro è andato a zero, dando vita a un supplementare in cui Harden ha segnato 7 dei suoi 41 punti finali, a cui ha aggiunto anche 9 rimbalzi e 6 assist con 14/32 dal campo, 5/13 da tre punti e 8/8 ai liberi. Ad accompagnarlo per una volta non c’è Chris Paul (14 punti, 8 rimbalzi e 7 assist) quanto uno strepitoso Eric Gordon, capace di segnare 7 delle 14 triple tentate per 30 punti finali. Oltre a un ritrovato Clint Capela (13+11 in 35 minuti), da segnalare un PJ Tucker commovente, non tanto nelle cifre sul tabellino (7 punti e 13 rimbalzi) quanto nell’abnegazione e nel tempismo delle giocate, arrivate sempre nel momento del bisogno per i suoi. Tucker e Capela sono stati particolarmente importanti a rimbalzo d'attacco, catturandone 10 dei 17 dei Rockets sotto il tabellone degli Warriors - dopo i 13 raccolti nelle due partite della Oracle Arena messe assieme.

Durant da solo non basta, prima sconfitta con Green in tripla doppia

Se gli Warriors sono arrivati a giocarsela al supplementare è per un solo motivo: Kevin Durant. Il due volte MVP delle Finals ha regalato un’altra prestazione magistrale, chiudendo con 46 punti (14/31 dal campo, 6/10 da tre, 12/12 ai liberi) e dando la fortissima impressione di essere ancora lui il miglior giocatore del mondo, specialmente in quei furiosi 10 punti consecutivi per aprire l’ultimo quarto. Quello che è mancato, piuttosto, è il supporto dei suoi compagni di squadra: gli altri quattro membri del quintetto hanno tutti chiuso in doppia cifra, ma sia Steph Curry (17 punti, con due errori gravi al ferro nel supplementare) che Klay Thompson (16) hanno tirato male, combinando per 13/39 dal campo e 4/15 dalla lunga distanza. Le loro serate storte unite ai soli 7 punti realizzati dall’intera panchina hanno finito per sprecare sia la grande prova offensiva di Andre Iguodala (16 punti con 3/4 da tre di cui una a 45 secondi dalla fine dei regolamentari per il +2) e, soprattutto, la tripla doppia da 19 punti, 11 rimbalzi e 10 assist di Draymond Green. È la prima volta di sempre che Green va in tripla doppia e gli Warriors non vincono, sporcando un record immacolato di 27-0 prima di questa partita, anche se Steve Kerr ha ammesso la sconfitta senza recriminazioni: “Ci sono stati superiori: Houston ha giocato davvero bene e ha meritato la vittoria”. Ora bisognerà di nuovo tornare in campo per portarsi sul 3-1 e chiudere i conti in California, altrimenti sarà 2-2 e la serie sarà di nuovo aperta: l’appuntamento è per la notte tra lunedì e martedì per una gara-4 che si preannuncia interessantissima.

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