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19 maggio 2019

Playoff NBA, Portland-Golden State Gara-3 99-110: Warriors favolosi, Finals a un passo

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I campioni in carica vincono anche gara-3 in casa di Portland grazie a un secondo tempo meraviglioso, portandosi a una sola vittoria dalle quinte Finals consecutive. Guidano i 36 punti di Steph Curry e la tripla doppia di Draymond Green, mentre i Blazers vanno a un passo dall’eliminazione

LILLARD E L'INFORTUNIO ALLA COSTOLA

AI BLAZERS MANCANO LILLARD & MCCOLLUM

GREEN MVP: "NON PENSO AGLI ARBITRI, MA SOLO A GIOCARE"

Nella lingua inglese si utilizza l’espressione “More of the same” per quello che noi indichiamo come “il solito” quando ordiniamo al bar di fiducia. Gara-3 tra Portland Trail Blazers e Golden State Warriors ha dato l’impressione di essere “More of the same”, seguendo uno spartito che negli ultimi cinque anni abbiamo imparato fin troppo bene, allungando a 22 la striscia di serie di playoff con almeno una vittoria in trasferta. I Blazers hanno disputato un ottimo primo tempo spinti dalla forza della disperazione, toccando anche il massimo vantaggio sul +18 in un secondo quarto da 37 punti con Meyers Leonard — schierato in quintetto al posto di Enes Kanter — miglior marcatore di squadra con 13 (diventati 16 alla fine, suo massimo in carriera ai playoff). Poi però è arrivato il terzo quarto degli Warriors che tutti hanno imparato a conoscere (e a temere) in questi anni: Curry ha segnato 10 dei 29 punti dei campioni in carica nella frazione, ma la vera differenza l’hanno fatta in difesa, dove hanno concesso solo 13 punti agli avversari tenuti a 5/18 dal campo con 4 palle perse. L’ultima frazione è stata, anche qui, “more of the same”: Portland non è andata oltre a 20 punti segnati con 7/21 al tiro, ma soprattutto non è riuscita a contenere uno Steph Curry da altri 11 punti (36 alla fine) per tenere la partita in bilico fino all’ultimo, crollando ancora una volta nella seconda metà di gara. Nelle riprese delle tre gare disputate, infatti, il differenziale è di +55 per i campioni in carica (+13 in gara-1, +18 nel secondo episodio e +24 stanotte), sfruttando le migliori condizioni fisiche e la distribuzione più equa del minutaggio, riuscendo a sopperire anche al problema al polpaccio sinistro che ha tolto Andre Iguodala dalla contesa a metà terzo quarto (la risonanza magnetica è prevista per lunedì). 

Green favoloso, quinte Finals consecutive a un passo

Anche senza il miglior difensore perimetrale della squadra i campioni in carica sono riusciti a mettere la museruola a Damian Lillard e C.J. McCollum chiudendo la partita con Alfonzo McKinnie e Jordan Bell in campo, due giocatori che nella serie contro Houston non erano praticamente mai stati utilizzati. A guidare la truppa tanto ci ha pensato il solito favoloso Draymond Green, che ha chiuso con la settima tripla doppia in carriera ai playoff da 20 punti, 13 rimbalzi e 12 assist con 4 recuperi e una stoppata, seguito dai 19 di Klay Thompson che ha messo il punto esclamativo a gara-3 con una stoppata in chasedown su Evan Turner quando i suoi erano già sul +11 a pochi minuti dalla fine. È anche su questi particolari che si fonda una dinastia, trovando risorse utili da ben sei riserve che hanno chiuso con almeno un canestro a referto. Alla fine i punti della panchina sono 33: gli unici a non aver segnato sono stati Andrew Bogut (2:37 sul parquet) e Damian Jones, che lo ha sostituito nel quintetto titolare rimanendo però in campo solamente per 3:17 (autore di tre falli con -5 di plus-minus). La difesa di Golden State è riuscita ancora una volta a negare l’area agli avversari, tenendoli a soli 30 punti nel pitturato (contro i 46 segnati dai campioni in carica) e costruendo ben 21 punti in contropiede contro gli 8 degli avversari, vincendo anche a rimbalzo (49 a 41) e commettendo solo tre palle perse in più (14 contro 11), sfruttando anche i 13 errori ai liberi degli avversari (20/33). Ora le quinte Finali NBA consecutive sono a una sola vittoria di distanza: riuscirci subito significherebbe guadagnarsi 9 giorni pieni di riposo prima dell’inizio dell’ultima serie, guadagnando ulteriore tempo per recuperare i vari Durant, Cousins e Iguodala. Non che a questa squadra servano per vincere questa serie, verrebbe da dire.

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