Playoff NBA, Steph Curry e Draymond Green insieme in tripla doppia: prima coppia di sempre

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Non era mai successo che due compagni di squadra chiudessero una partita di playoff entrambi in tripla doppia. Ci sono riusciti Steph Curry e Draymond Green in gara-4 contro Portland, aggiungendo un altro capitolo all’incredibile storia dei Golden State Warriors che hanno scritto più di chiunque altro

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Dice Andre Iguodala: “Steph e Dray sono la versione nera di Brady e Gronkowski”. E più passano gli anni, più il paragone con i due pilastri della dinastia dei New England Patriots sembra calzante, specialmente dopo gara-4 contro Portland. Steph Curry e Draymond Green, infatti, hanno chiuso la serie contro i Blazers entrando di prepotenza nella storia della NBA, diventando la prima coppia di compagni capace di realizzare una tripla doppia in una partita di playoff. Un evento successo solamente otto volte nella storia della lega, ma sempre e solo in regular season. Curry e Green, invece, lo hanno fatto in un closeout game delle finali di conference: il primo ha mandato a referto 37 punti con 12 rimbalzi e 11 assist, l’ultimo dei quali proprio per la tripla del +4 del compagno a 39.6 secondi dalla fine del supplementare. Green ha chiuso a sua volta con 18 punti, 14 rimbalzi e 11 assist (seconda in fila come solo Jason Kidd nel 2002 alle finali di conference), aggiungendo la solita difesa spettacolare con 3 recuperi e 2 stoppate a un ottimo 7/13 al tiro, sporcando il foglio solamente con 6 palloni persi. L’attacco e la difesa, il piccolo e il lungo, il calmo e lo scalmanato: Curry e Green rappresentano la fondazione su cui si è basata l’intera dinastia di Golden State, la prima squadra capace di vincere cinque finali di conference consecutive e di raggiungere le Finals per cinque volte in fila negli ultimi 53 anni, visto che gli ultimi a riuscirci furono i Boston Celtics del 1966. Ma era un’altra NBA, una con sole otto squadre in tutta la lega e un percorso verso l’appuntamento finale decisamente più corto rispetto alle tre serie che ogni anno questi Warriors devono superare. E il modo in cui Curry e Green ci sono arrivati è forse il più dolce di tutti.

Come Golden State si è aggrappata a Curry & Green

Da quando Kevin Durant si è fatto male al polpaccio, i Golden State Warriors hanno dovuto stringere i denti e andare a rispolverare un po’ delle situazioni tattiche che avevano dato il via alla loro cavalcata nell’anno del primo titolo, il 2014-15. Quella più importante è sicuramente il pick and roll alto tra Curry e Green, un gioco a due che i tre volte campioni NBA hanno elevato ad arte: nel momento del bisogno della serie contro Houston, coach Steve Kerr non si è fatto problemi a chiamare quel gioco a ripetizione, specialmente nel finale di gara-6 dove in dieci possessi consecutivi hanno prodotto un canestro otto volte. Lo stesso è successo anche nella serie contro Portland, durante la quale gli Warriors hanno raggiunto il massimo risultato con il minimo sforzo, rimanendo avanti nella serie per soli 83 minuti contro i 101 degli avversari – un risultato assurdo se si pensa che la serie è finita 4-0. Ma nei finali di gara Golden State ha fatto pesare tutta la sua esperienza appoggiandosi soprattutto all’intesa telepatica di Steph Curry e Draymond Green, chiudendo con un Net Rating di +35.8 nei 14 minuti “in the clutch” della serie e dominando anche a rimbalzo d’attacco, catturando più di un pallone disponibile su due nella metà campo di Portland. Esperienza, talento, familiarità: tre parole che definiscono l’ennesima impresa di questi Warriors, ora distanti quattro vittorie dal quarto titolo NBA in cinque anni che li consegnerebbe ancora di più alla leggenda.

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