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14 giugno 2019

Finals NBA, Klay Thompson si fa male al ginocchio, esce e poi rientra per tirare i liberi

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Ennesimo episodio sfortunato in casa Warriors: il n°11 di Golden State, protagonista in gara-6, ricade male sul ginocchio sinistro che si gira in maniera innaturale. La paura gela il pubblico di Oakland, che nel giro di pochi secondi lo vede prima andare nel tunnel e poi rientrare per i realizzare i due tiri liberi

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Se c’era un modo per rendere ancora più epica una sfida equilibrata, una battaglia senza esclusione di colpi, bastava attendere il terzo quarto di gara-6 tra Golden State e Toronto. Un testa a testa senza un padrone, ma con gli Warriors abili a rimettere il naso avanti dopo l’intervallo lungo. Merito di tanti, ma soprattutto di un Klay Thompson di livello assoluto: 28 punti, con 4/6 dall’arco, cinque assist e una marea di giocate determinanti anche in difesa. È lui il protagonista principale e lo diventa ancora di più quando a due minuti e 22 secondi dal termine della terza frazione, crolla malamente a terra dopo un fallo incassato mentre si involava verso il ferro avversario. Dal momento esatto del contatto sul parquet è stato evidente a tutti che il colpo era più grave del solito: Thompson infatti è rimasto senza fiato al suolo, costretto a stringere i denti in una smorfia di dolore che raramente è comparsa in passato sul suo volto. I gesti con le mani rivolti ai trainer non lasciano dubbi: “Ho sentito il ginocchio sinistro che si è girato”, sembra spiegare, mentre alcuni compagni preferiscono restare lontani, con Steph Curry sedulo a terra nell’altra metà campo. Il n°30 Warriors, così come tutti i 19.000 presenti alla Oracle Arena, resta in silenzio e svuotati di energia in un colpo solo. “No, non può lasciarci anche lui dopo Durant”, raccontano le facce dei tanti appassionati sugli spalti. Thompson nel frattempo trova il modo di ritirarsi su e dirigersi lentamente verso gli spogliatoi: a cingergli le spalle un paio di compagni, proprio come accaduto 72 ore prima con KD. Una scena già vista tante volte in questa serie, quella dal sapore di ko per Golden State. La tensione emotiva infatti è totalmente cambiata e Thompson è il primo a rendersene conto. Forse per quello, certamente per evitare di rinunciare ai liberi e di conseguenza in maniera definitiva al rientro sul parquet, il n°11 torna nel giro di pochi secondi sul parquet per andare in lunetta.

Thompson esce in stampelle dalla Oracle Arena

Un colpo di scena degno della migliore sceneggiatura: Serge Ibaka si lamenta di questo andirivieni dagli spogliatoi, mentre il pubblico della Oracle Arena impazzisce di gioia nel rivederlo sul parquet. Thompson stringe i denti, sorride, saltella un paio di volte dimostrando una leggerezza che prova a trasmettere a tutto l’ambiente. Il resto lo fa a cronometro fermo, come al solito: solo retina in entrambi i casi, 10/10 dalla lunetta in una partita da 30 punti totali. A quel punto Steve Kerr chiama timeout e gli permette di lasciare il campo, dirigendosi subito dallo staff medico accompagnato anche da papà Mychal. È proprio il genitore che durante i primi accertamenti nello spogliatoio gli ha domandato più volte: “Hai sentito qualcosa fare pop?”, cercando di intuire i segnali che qualcosa all’interno del ginocchio sia definitivamente saltato. Thompson risponde di no, ma sarebbe disposto a tutto pur di rientrare. La scelta però è quella di non correre rischi e di affrettare le verifiche: per quello, con la partita ancora in bilico nel quarto periodo, le ultime immagini che ritraggono il n°11 Warriors sono quelle che lo vedono uscire in stampelle da una porta laterale dell’arena. Il modo peggiore e più triste per concludere la sua ultima battaglia all’interno di un palazzo che gli ha regalato grandissime soddisfazioni.

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