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Mercato NBA, Los Angeles Lakers: il piano B dopo aver perso Kawhi Leonard

NBA

LeBron James e Anthony Davis da soli non bastano per vincere il titolo NBA: per questo, sfuggito il n°2 dei Raptors, la dirigenza gialloviola sta pensando a come riempire il roster e allungare una rotazione che al momento meno competitiva di quella dei Clippers (e non solo)

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La notizia della notte in casa Lakers doveva essere la prima apparizione pubblica da compagni di squadra di LeBron James e Anthony Davis, presenti a bordocampo alla prima gara di Summer League con Zion Williamson sul parquet. Un modo per “mostrare i muscoli”, per far capire quanto i gialloviola possono pensare di puntare in alto sin dalla prossima stagione. Le cose però sono andate ancora una volta in maniera diversa. Prima il terremoto in California – che ha scosso anche il Nevada e costretto la NBA ha interrompere la partita tra Pelicans e Knicks – e poi quello di mercato, che ha cambiato per l’ennesima volta in pochi giorni l’intera geografia dei rapporti di forza nella lega. Kawhi Leonard ha scelto i Clippers, beffando i Toronto Raptors campioni in carica e soprattutto i Lakers – che avevano passato la mano nei giorni scorsi di fronte alle decisioni di tanti free agent, pur di arrivare a mettere le mani sul n°2 Raptors. Un rischio calcolato, certo, ma a tutti gli effetti una scommessa persa. Per correre ai ripari infatti la dirigenza gialloviola ha concluso in rapida successione un tris di accordi per provare in parte a porre rimedio: biennale da 30 milioni di dollari per Danny Green; poco meno del doppio di quanto firmato da Kentavious Caldwell-Pope per le prossime due stagioni, nelle quali scenderà sul parquet in gialloviola anche JaVale McGee che ha raggiunto un accordo da 8.2 milioni complessivi. Paliativi che allungano un minimo il roster e la rotazione, ma nulla di paragonabile all’idea di mettere sotto contratto il miglior giocatore degli scorsi playoff – non solo sfuggito di mano, ma finito a rinforzare i cugini dei Clippers che adesso rappresentano la principale minaccia in una Western Conference tutta da seguire.

In attesa di una point guard, il supporting cast resta un punto di domanda

Un tris di stelle composto da LeBron, Davis e Kawhi avrebbe giustificato infatti ogni tipo di sacrificio, sia a livello salariale che relativo alla rotazione dei gialloviola. Con due All-Star del genere sempre a disposizione sul parquet, gli altri tre avrebbero avuto vita facile su entrambi i lati del campo. Adesso invece, nonostante il margine rimasto da poter investire nel resto del roster, di free agent di primo livello non ce ne sono poi molti a disposizione: Walker, Butler, Irving e gli altri accostati nei giorni scorsi ai Lakers hanno già trovato da giorni un nuovo accordo, mentre con i giocatori attualmente sotto contratto diventa complicato immaginare un quintetto che funzioni sul medio-lungo periodo. McGee è il centro titolare da affiancare a James e Davis, con un tiratore chiamato ad allargare il campo (Danny Green in quintetto, Caldwell-Pope in uscita dalla panchina) e una point guard a cui affidare le chiavi della squadra – e il minor numero di tiri possibile. Sul mercato a tal proposito resta ancora a disposizione Rajon Rondo, uno dei migliori free agent su piazza per ricoprire quel ruolo; accanto a cui i Lakers potrebbero tornare ad affiancare anche Alex Caruso. Di certo non la coppia che sognavano a L.A. dopo aver piazzato con largo anticipo il colpo Davis, ma una delle poche uscite d’emergenza rimaste a disposizione. Di spazio poi non ne resta molto e andrà utilizzato anche per aggiungere un’altra ala che segni dall’arco e possa dare una mano in difesa – Justin Holiday è tra quelli finiti nel mirino. Tutto questo senza tenere conto della lunga lista di contratti al minimo con cui i Lakers potrebbero pensare di allungare la rotazione: JR Smith, Kyle Korver e Carmelo Anthony – solo per dirne alcuni vicini a LeBron James – in attesa che si chiarisca anche la posizione di Andre Iguodala, in uscita a Memphis. Mosse e scelte quindi diventate di primaria importanza, per capire se i Lakers saranno in grado di mettere in piedi una squadra da titolo già dal prossimo anno.

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