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NBA, Donald Trump attacca Steve Kerr sulla Cina : "Sembrava un bambino spaventato"

NBA

Il presidente USA approfitta della complicata situazione NBA sul mercato cinese per tornare a rispolverare vecchie ruggini,  attaccando Steve Kerr ma anche Gregg Popovich: “Oggi zitti sulla Cina, ma sempre pronti ad attaccare gli Stati Uniti”

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Tra le pieghe della questione dei rapporti tra la NBA e la Cina che sta tenendo banco in questi ultimi giorni, ne ha approfittato per entrare in argomento anche il presidente USA Donald Trump, più volte in passato osteggiato da giocatori e rappresentanti della lega. Lo ha fatto ridando fiato a una vecchia polemica con i Golden State Warriors che — campioni NBA nel 2017 e nel 2018 — in entrambe le occasioni hanno rifiutato la consueta visita alla Casa Bianca per celebrare il loro anello, in aperta contestazione delle politiche adottato — in patria e all’estero — dallo stesso Trump. Così, appena il presidente USA ha visto l’allenatore degli Warriors Steve Kerr evitare di prendere posizione sulla questione cinese (“Non ho commenti da fare, sto cercando di leggere e capirne di più, come tutti. Trovo più facile esprimere le mie opinioni su temi che conosco”), ne ha approfittato per attaccarlo apertamente. “Ho visto in tv Steve Kerr: sembrava un bambinetto spaventato — ha affermato Trumpo — al punto da non saper neppure rispondere a una domanda. Tremava, ripeteva soltanto ‘Non so’, ‘Non so’ ma non rispondeva mai alle domande. Eppure quando c’era da parlare — male — degli Stati Uniti non si è mai tirato indietro”. E la furia di Trump non si è fermato al solo Kerr: “Lo stesso si può dire per Popovich — anche se almeno lui non sembrava così spaventato. Entrambi non si sono mai fatti problemi a parlar male degli Stati Uniti ma quando c’è da pronunciarsi sulla Cina non vogliono dire niente di male. Devo dire che tutto questo mi mette addosso parecchia tristezza”, ha concluso il presidente USA. “Che dire? Ho dato il benvenuto al club a coach Kerr”, il commento tra l’ironico e lo sconsolato di Steph Curry, anche lui in passato ai ferri corti con il n°1 USA. “Sempre strano sentirlo affermare certe così, perché penso che dovrebbe avere temi più importanti di cui occuparsi”. Kerr — nel definire la situazione “una storia internazionale davvero bizzarra che non sappiamo come interpretare” — ha rivelato di avere in famiglia, il fratello di sua moglie, un professore di storia cinese, “a cui ho scritto proprio oggi una mail per sapere cosa dovrei leggere per imparare di più e capire un po’ meglio quello che sta succedendo. Fino ad allora preferisco esprimermi solo su argomenti che conosco, in attesa di imparare di più sul resto”. Ma a Trump, evidentemente, tutto questo non basta.

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