NBA, Chris Paul, Giannis Antetokounmpo e non solo: il quintetto più clutch. CLASSIFICA
Giunti alla pausa dell’All-Star Game, è già tempo di bilanci e una delle classifiche più affascinanti è quella dei giocatori che hanno segnato con maggiore continuità nei finali combattuti di gara (con meno di 5 lunghezze di distanza e meno di 5 minuti sul cronometro): tutti pensano a Lillard, James, Harden o Doncic, ma nessuno dei loro nomi fa parte del quintetto migliore quando si tratta di chiudere i conti nei finali di gara. Ecco la lista di quelli che hanno mostrato maggior sangue freddo
CHRIS PAUL, POINT GUARD | Nessuno ha segnato più punti di lui nei finali combattuti di gara (ben 128 punti): è lui la ragione principale per cui i Thunder hanno scoperto di essere una squadra da playoff, tanto da meritarsi una convocazione all’All-Star Game a distanza di quattro anni dall’ultima volta
In 136 minuti di clutch time con l’ex Rockets in campo, OKC ha superato i suoi avversari di ben 73 punti di differenza - tirando con il 54.5% dal campo grazie alle scorribande di CP3 dal palleggio, risultato infallibile anche dalla lunetta (36/38 quando conta di più). Con i piedi dentro l’arco poi, la sua percentuale di realizzazione è la migliore in 15 anni di carriera: in un mondo NBA che evita sempre più il midrange, il maestro Paul continua a dare lezioni a tutti
FRED VANVLEET, GUARDIA TIRATRICE | È lui una delle principali ragioni per cui i Raptors, nonostante la partenza di Kawhi Leonard, stanno facendo meglio dello scorso anno in regular season: le sue medie sono le più alte in carriera per punti segnati (17.9), assist (6.9), rimbalzi (3.8) e palle rubate (1.9). Nei minuti finali delle partite combattute il giocatore di Toronto è riuscito anche a fare meglio: 25.8 punti di media in 36 minuti tirando con il 40% dall’arco e l’88% a cronometro fermo. Una sentenza, una certezza per i Raptors da 15 vittorie in fila
Un dato in particolare cattura l'attenzione e rende ancora meglio l'idea della capacità di VanVleet di gestire i finali: il numero di palle perse è irrisorio, soltanto 4 se parametrate su 100 possessi. Un dato migliore di quelli fatti registrare da Kemba Walker, Kyrie Irving, Jrue Holiday e altri giocatori più esperti e navigati di lui
JOE HARRIS, ALA PICCOLA | Sorpresi? Di certo per la posizione, ma nonostante la stazza ridotta Harris è stato spesso impiegato al fianco di due giocatori più piccoli di lui. E soprattutto perché in quel ruolo giocano i vari LeBron James, Kawhi Leonard o Jimmy Butler - leader dei sorprendenti Miami Heat. Nessuno però fa meglio di Harris, di gran lunga il migliore per efficacia quando si tratta di segnare in un finale punto a punto
Harris tira 12/22 dalla lunga distanza nei minuti clutch (miglior percentuale tra i giocatori che hanno tirato almeno 20 volte da lontano). Se parametrate su 36 minuti, le sue cifre sono impressionanti: 19.6 punti, 5.4 rimbalzi con percentuali irreali da 52% dal campo, 54.5% dall’arco e il 90% ai liberi. Nessuno tra i giocatori rimasti in campo almeno 100 minuti può vantare un’efficacia del genere
GIANNIS ANTETOKOUNMPO, ALA GRANDE | Ecco, diciamo che Giannis a livello di ruolo si poteva scegliere la qualunque – tanto nel corso di una partita si ritrova a ricoprirli tutti e cinque. Le sue statistiche sono irreali in valore assoluto (giocando meno di 31 minuti) e quando la gara diventa combattuta le cose non cambiano: +31.5 di plus/minus con un 43.4% di Usage (dato più alto tra le ali). Con lui in campo nel finale la palla passa sempre dalle sue mani
Il campione è ridotto perché Milwaukee liquida spesso e volentieri con largo margine gli avversari, ma i dati sono irreali: in 32 minuti ha segnato 40 punti e catturato 19 rimbalzi, ma cosa più importante i Bucks hanno segnato 39 punti in più degli avversari. Tutto questo quando si gioca con maggiore energia e si difende forte per provare a vincere: un dato irreale, auguri a tutti quelli che dovranno vedersela con lui più avanti nel corso della stagione
JOEL EMBIID, CENTRO | Rudy Gobert tira con l’82% nei minuti clutch e ha catturato 48 rimbalzi, Nikola Jokic ha +71 di plus/minus in 121 minuti sul parquet e realizzato il maggior numero di punti (107). E allora perché mettere Joel Embiid? Perché nessuno in media rende come lui: su 36 minuti i suoi punti sono 45.3 – un dato irreale – arrivati tirando con il 56% dal campo e soprattutto il 46% dall’arco. Quando la partita è in equilibrio, è evidente che i Sixers preferiscono puntare sul proprio centro
Il suo 39.1% di Usage è il dato migliore tra tutti i centri NBA, il fulcro di una squadra che cerca ancora un’identità ben precisa e sa di avere in Embiid una delle poche certezze di una stagione in cui vincere non è più un’opzione che si può rimandare