NBA, risultati della notte: Marjanovic schianta Denver, Miami va ko, Embiid torna e domina
Nella notte che ha visto la sospensione della regular season, decisa prima che OKC e Utah scendessero in campo, otto squadre hanno comunque regolarmente completato le loro gare. Successo di Dallas su Denver trascinata da un dominante Boban Marjanovic, brutto ko interno degli Heat contro Charlotte, vittorie per Philadelphia su Detroit e New York ad Atlanta nonostante una super prestazione di Trae Young
DALLAS MAVERICKS-DENVER NUGGETS 113-97 | Durante il terzo quarto della gara le squadre vengono informate della decisione di sospendere (momentaneamente) la stagione. Verrebbe da dire che i Denver Nuggets abbiano immediatamente spesso di giocare, visto il 29-12 subito nell’ultimo periodo dai Mavs, parziale che decide la gara e che permette a Dallas di interrompere la striscia negativa di due sconfitte. Per la quarta volta in fila, invece, i Nuggets fanno seguire a una vittoria un ko, dimostrando di essere in un periodo di scarsissima continuità
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Stupiscono ormai poco i 28 punti (con 9 assist, 6 rimbalzi e 2 recuperi) di Luka Doncic: stupisce invece molto di più la prestazione da 31 punti e 17 rimbalzi (di cui più della metà offensivi, ben 9) con 12/20 al tiro di Boban Marjanovic, che vince il duello tra lunghi con Nikola Jokic (14 con 13 rimbalzi e 8 assist per lui) e si regala una notte da ricordare. Peccato per lui che, date le circostanze estremamente particolari in cui si è giocato, in pochi lo faranno
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MIAMI HEAT-CHARLOTTE HORNETS 98-109 | Con una vittoria Miami poteva assicurarsi aritmeticamente la qualificazione ai playoff: James Borrego e gli Hornets non avevano nessuna intenzione di concedergliela. Hanno avuto ragione loro, nonostante gli Heat abbiano messo a tabellone un primo quarto da 40 punti (40-22 il secco parziale) e mandato a fine gara tre giocatori oltre quota 20 (Kendrick Nunn con 24, Derrick Jones Jr. con 23 e Bam Adebayo con 21 e anche 10 rimbalzi): tutto inutile contro gli Hornets
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Gli ospiti raddrizzano la partita tenendo Miami a 11 punti nel secondo periodo (37-11 il parziale) e alla miseria di 58 punti nei tre quarti finali. Il protagonista offensivo è ancora una volta Devonte’ Graham, che firma 30 punti con un ottimo 8/11 da tre, ma contribuisce anche con 6 assist. Ce ne sono 17 per PJ Washington e 16 per Miles Bridges, la gioventù sempre più convincente di Charlotte
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PHILADELPHIA 76ERS-DETROIT PISTONS 124-106 | Al Wells Fargo Center ci sono al massimo 15.000 persone (e non il tutto esaurito da 20.172 annunciato) a testimoniare il ritorno al successo dei Sixers dopo il brutto scivolone a San Francisco contro gli Warriors: sono circa 5.000 in meno del solito, con il pubblico di Philly allarmato dall’emergenza coronavirus. Un’eccezione il regista M. Night Shyamalan, a bordocampo a festeggiare il successo dei Sixers nonostante i 32 punti con 14/18 dal campo e anche 3/4 dalla lunga distanza di Christian Wood tra i Pistons
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Al ritorno in campo dop aver saltato 5 gare per l’infortunio alla spalla sinistra, Joel Embiid si riprende immediatamente i riflettori e chiude la gara contro Detroit con 30 punti, 14 rimbalzi, 12 viaggi in lunetta ma anche due triple a segno. Non è l’unico Sixer a giocare alla grande: Al Horford chiude in doppia doppia (20 punti e 10 rimbalzi, cui aggiunge anche 6 assist) tirando un ottimo 8/11
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ATLANTA HAWKS-NEW YORK KNICKS 131-134 OT | New York parte meglio, sembra in controllo all’intervallo (67-50), mantiene il vantaggio nel terzo quarto ma poi crolla nel quarto (vinto dagli Hawks 40-22) e quindi deve faticare per altri cinque minuti per uscire da Atlanta con la vittoria. Ma sull’esito della gara la fotografia migliore arriva da Trae Young: “Con quello che sta succedendo non potrebbe importarmene di meno di questa sconfitta”
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La vittoria dei Knicks porta la firma di un Julius Randle da 33 punti e 11 rimbalzi con anche un 3/6 dalla lunga distanza. A fargli da spalla il sempre più positivo rookie bluarancio RJ Barrett, che chiude con 9/14 al tiro e 26 punti, ma nel post partita anche in casa Knicks domina la preoccupazione: New York è una delle squadre che ha affrontato i Jazz di Gobert negli ultimi giorni, e questo significa quarantena preventiva per giocatori e staff
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Trae Young (giustamente) non vuole parlare della partita ma è tutto merito suo se gli Hawks vendono cara la pelle ai Knicks, rimontando nell’ultima frazione con un quarto da 40 punti che vede la point guard di Atlanta segnarne ben 27. Il suo è un autentico show, all’interno di una prestazione chiusa con 42 punti e 11 assist, sei triple a segno ma anche 15 liberi tentati: incontenibile
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In una serata surreale, va segnalato il canestro di Vince Carter a pochi secondi dalla fine che potrebbe anche essere stato l’ultimo di una carriera leggendaria: “Se dovesse finire oggi, sarebbe qualcosa di talmente particolare che ricorderò lo stesso per sempre. Almeno sono riuscito a realizzare il mio ultimo canestro”. Una tripla arrivata a 13 secondi dal termine dei 5 minuti supplementari, quando non contava più niente per il risultato finale, ma aveva un grande senso nella testa di un campione che dopo 22 anni di carriera in NBA potrebbe aver giocato oggi la sua ultima partita
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