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NBA, quando si torna a giocare? Draymond Green e Jared Dudley hanno opinioni opposte

CORONAVIRUS
©Getty

Neanche tra gli stessi giocatori c’è uniformità di opinioni su quando si tornerà a giocare. Secondo Draymond Green la stagione è già da considerarsi conclusa, mentre per Dudley sicuramente si tornerà a giocare e possibilmente finire sia la regular season che i playoff. Tutti, nel frattempo, rimangono in attesa

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La pausa per il coronavirus ha messo in stand-by l’intera NBA per almeno un mese, e anche i giocatori possono solo immaginare quando si ricomincerà a giocare. Anche tra i 450 protagonisti in campo c’è uniformità di opinioni: basti leggere quanto dichiarato da due tra i più giocatori più vocali dell’intera lega come Draymond Green e Jared Dudley. Secondo il primo, infatti, la stagione 2019-20 è già da considerarsi conclusa: “L’unico modo in cui vedo che la stagione possa tornare come prima è se ci dicono ‘La situazione non è brutta come pensavamo’ oppure se trovano qualche tipo di cura” ha detto a The Athletic. “Perché altrimenti, se ricominciano a giocare e qualcun altro prende il coronavirus, cosa facciamo? Non si possono mettere in quarantena alcuni giocatori per qualche giorno e poi riprendere. Una cosa del genere non può funzionare”. Di opinione contraria — forse anche perché i suoi Lakers hanno tutto da perderci a non ritornare in campo, mentre gli Warriors di Green possono tranquillamente pensare al prossimo anno — è il veterano Jared Dudley, intervenuto via telefono in un programma radio di Phoenix. “Quello che so in base a quello che ci è stato comunicato è che i proprietari vogliono finire sia la regular season e i playoff. E ho avuto la conferma che non c’è alcun problema ad allungarsi fino all’estate pur di finire la stagione”. La realtà potrebbe fermarsi a metà di queste due opinioni, anche se è davvero troppo presto per avere alcuna certezza: se le tempistiche lo permetteranno, è probabile che la lega voglia disputare almeno qualche partita prima di cominciare i playoff, anche perché le posizioni delle prime otto squadre sono ormai pressoché cristallizzate. Ma la situazione negli Stati Uniti è diversa da quella degli altri paesi come l’Italia, e la mancanza di dati certi su quanto sia davvero diffuso il COVID-19 rende ancora più difficile fare delle previsioni. Per il momento, si può solamente attendere.

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