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Mercato NBA, gli Washington Wizards ripartono da zero: via anche Bradley Beal

WASHINGTON
©Getty

Secondo quanto riportato da Bleacher Report, i capitolini potrebbero decidere di sacrificare il loro asset migliore per provare a garantirsi una prospettiva futura migliore - e dei giovani di primo livello - per rilanciare le ambizioni di un gruppo bloccato in una mediocrità che in NBA è sempre sinonimo di sconfitta

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In questo periodo in cui tutto è fermo e la pallacanestro giocata è un lontano ricordo, a farla da padrone è inevitabilmente il mercato - soprattutto per chi ha molto lavoro da fare e tante cose da sistemare. A Washington la capacità della franchigia di incassare sconfitte dignitose è diventata quasi un marchio di cui chiedere il copyright. Il copione più frequente delle ultime settimane di regular season è stato: “Bradley Beal ne segna 50, ma non bastano agli Wizards per battere…”. Un assunto che porterebbe in molti a ritenere “gli altri” (e non il mancato All-Star) il cuore del problema, ma a Washington potrebbero invertire gli addendi di un’operazione non commutativa - cambiando dunque il risultato e decidendo contro ogni logica di rinunciare proprio a Beal. Il fattore scatenante di questa decisione in realtà ha un fondamento logico con cui è complicato essere in disaccordo: Washington non crede di essere in grado nel breve periodo di costruire attorno a lui una squadra che meriti la sua fiducia, che lo porti a proseguire la sua esperienza agli Wizards una volta che il suo contratto andrà a scadere. Adesso invece sono i capitolini ad avere il coltello dalla parte del manico, consapevoli di poter ottenere asset, scelte e spazio salariale dalla cessione di un giocatore che fa gola a molte contender. Questa estate ci saranno pochi free agent di primo livello e allora gli Wizards potrebbero recitare da protagonisti e cercare di massimizzare la cessione di un All-Star fatto e finito come Beal, anche se la domanda resta: scegliere, rifondare e scovare talenti porterà Washington a trovare qualcuno migliore di un talento come il n°3? Il dubbio, soprattutto nel breve e medio periodo, resta fondato.

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